Waiting for Roma Pride 2012 -VOGLIAMO TUTTO!-

In breve: Love&Fight

Leggo il documento del Roma Pride 2012 ( non credo che siamo in molt@ a farlo) e ciò che mi colpisce è il titolo..VOGLIAMO TUTTO..e penso subito: Bene, non ci metteranno in una gabbia con colori uguali, non fermeranno la nostra favolosità, non bloccheranno le nostre passioni,la nostra riflessione e le nostre alte aspirazioni. Il secondo pensiero mi riporta alla realtà: ma noi chi??A me questa scena lgbt non mi piace. Non mi piace proprio a partire dal fatto che sia glbt e non Q, ad esempio. Non mi piace perchè pur essendo soggetti favolosi non eccede non strappa non libera. Anzi quel clima di arroganza, di acchitto, di commerciale da una parte e di diritto, di garanzie e di conformismo dall’altra uccide qualsiasi forma di eccedenza.

Sono femminista e la famiglia mi sta stretta, e sono anche lesbica per cui mi sta ancora più stretta. Mi stanno strette le leggi perchè concedono si, ma regolano. Mi stanno strette le leggi perchè partono da questo sistema basato sullo sfruttamento. Un giorno lessi questa frase, ovvero che tutte le tutele e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che abbiamo ottenuto sono stati un evento straordinario, una piega del sistema capitalista che ha dovuto concedere per non essere abbattuto. Erano gli inizi degli anni 70. Oggi quei diritti li stiamo perdendo uno ad uno, ma il tessuto sociale non è fermo, non è passivo. Tante lotte si sono espresse in Italia negli ultimi anni, tantissime a livello internazionale. E non è vero che bisogna raggiungere un risultato concreto o un ‘obiettivo per vincere. Personalmente ritengo più importante che si consolidi una coscienza critica che sedimenta nel tempo piuttosto che si raggiunga il piccolo obiettivo. D’altronde il 68 come il 77 non sono stati momenti di lotta spontanea, ma un accumulo di energie e prospettive.
È vero ci sono diritti e tutele che vanno rivendicate ad esempio sulla salute o sul lavoro (meno sulle coppie per quanto mi riguarda), è anche vero che se non si cambia il sistema educativo poco sembra possibile, ma ciò che più mi preme è comprendere come accelerare le lotte e come entrare in un sistema virtuoso di rivolta dell’esistente, di ripresa delle nostre vite e dei nostri desideri, dei nostri tempi. Intrecciare, intersecare lotte, relazioni, vissuti .. sentirsi parte del cambiamento, sentire il cambiamento come necessario, indispensabile per respirare e vivere.
Vogliamo tutto era uno degli slogan del movimento del 68, ripreso poi nel 77, ed è anche un grande libro di lotta scritto da Nanni Balestrini. Del 77 rimangono i racconti di libertà e di liberazione, momenti in cui era chiaro che per cambiare le cose bisognava assaltare il cielo. Oggi le cose non sono migliorate. Io quel cielo ho ancora voglia di assaltarlo, magari con una Bici da corsa e una parrucca fucsia. A quel punto mi verrebbe da urlare: Prendeteci, se ne siete capaci.
Questo è il mio più grande augurio.

Pollon* -identità collettiva decostruzionista-

Documento Politico Roma Pride 2012

 

La marcia per la vita!?…no! IL MARCIO DELLA VITA!

 

Domenica 13 maggio 2012, un gruppo di donne, femministe e lesbiche ha deciso di boicottare attraverso azioni di controinformazione la manifestazione “Marcio della vita”. Una giornata indetta dai movimenti prolife capeggiati da Olimpia Tarzia: promotrice della proposta di legge che caldeggiava la privatizzazione dei consultori del Lazio e voleva inserirvi cattolici ed obiettori di coscienza.
I movimenti delle donne hanno raccolto migliaia e migliaia di firme per rigettare questo abominio dimostrando che su temi tanto dibattuti come l’aborto e la Ru486 la società civile è attenta e responsabile.
Abbiamo preso parola rispetto alla vergognosa apertura del cosiddetto” cimitero dei bambini mai nati” che è stato pagato profumatamente dalle amministrazioni locali. Questo luogo è l’ennesima occasione per strumentalizzare il corpo delle donne e imporre la loro morale bigotta e catto – fascista.
In questo momento di crisi, i discorsi dei movimenti pro life sono ancora più irresponsabili e fuori dalla realtà: a maternità non è una scelta. Come si decide quando avere figli/e se non si non arriva a fine mese e/o sei precaria?
D’altronde a questa gente in linea di principio interessano solo due momenti: il concepimento e la morte. Nel mezzo, come ironizzava Padre Pizarro (Corrado Guzzanti), c’è un “grandissimo chi se ne frega”!
L’unico modo per conoscere e riconoscere la propria sessualità è non considerarla un tabù e una vergogna.
L’unico modo per prevenire gravidanze indesiderate è il sesso libero e consapevole.

Contro chi vuole marciare su Roma e chi su Roma ci marcia privatizzandola, noi rivendichiamo libertà di scelta sulle nostre vite!

Ghirlanda della lotta di noi tutte donne

Giorgiana Masi 6 agosto 1958 – 12 maggio 1977  Uccisa dalla polizia con un colpo di pistola. 

(riportiamo da altra fonte, che ringraziamo, una breve ricostruzione dei fatti) http://www.reti-invisibili.net/giorgianamasi/

A Giorgiana vanno i nostri pensieri . Soprattutto in questo periodo così difficile che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e sulle nostre vite. Le persone continuano a morire di fame, di lavoro, di violenza.

Noi continuiamo a lottare anche per quelle vite uccise da questo sistema che ci vuole tutt@ mort@

“Se la mia paura esplodesse nelle piazze, coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola”

Come ieri, ancora oggi lo stato uccide. Giorgiana Vive
12-05-2012 Corteo cittadino ore 15 Ponte Garibaldi