se questa è una donna. il corpo femminile nei messaggi pubblicitari
Archivio mensile:Settembre 2010
23/9 – Colazione resistente
Care compagne,
come tutte sappiamo da quasi un anno siamo alle prese con innumerevoli tentativi di sgombero della nostra sede di via dei Volsci 22. Il prossimo è previsto per il 23 settembre, giorno in cui ufficiale giudiziario, avvocati (e purtroppo questa volta probabilmente non solo loro) torneranno per provare ad accedere e in cui tutte noi, già dalla mattina presto, saremo di nuovo lì a presidiare il nostro spazio.
Negli ultimi mesi la situazione è andata modificandosi drasticamente: una sede, quella riferibile al numero 30, è stata venduta mentre in un’altra (il 26) è stato consentito l’accesso con conseguente misurazione dello spazio finalizzata alla sua messa in vendita. Sappiamo benissimo come tutta questa operazione rimandi ad una mera questione patrimoniale finalizzata a poter ricollocare sul mercato parte di quell’area oggi occupata da sedi politiche storiche.
Lo gridiamo da un anno: il 22 è la stanza di tutte noi e non perché (o non solo) rappresenta un luogo del passato di cui conservare memoria ed ricordi ma perché è per noi oggi soprattutto uno spazio essenziale,vitale per la nostra autonomia di pensiero e di autodeterminazione, uno dei pochissimi spazi politici separati per donne femministe e lesbiche a Roma. Ed è lo spazio collettivo che tutte noi vogliamo continuare a difendere. Per questo chiamiamo tutte le donne, femministe e lesbiche il 23 Settembre dalle ore 8.00 per una COLAZIONE RESISTENTE AL 22.
Se siete ancora indecise sul da farsi provate a cercare il 22 che è in voi facendo il test del post precedente!
Le compagne fenmministe e lesbiche del 22
APPELLO:SALVIAMO I CONSULTORI DELLA REGIONE LAZIO DALLA PROPOSTA DI RIFORMA
SALVIAMO I CONSULTORI DELLA REGIONE LAZIO DALLA PROPOSTA DI RIFORMA
Le donne e gli uomini della Regione Lazio
dicono NO
alla proposta di legge Tarzia (e altri) perché:
– cancella un patrimonio pubblico di grande valore, frutto di lotte e di conquiste sociali e civili delle donne, che hanno garantito la salute per tutti;
– sovverte l’attuale modello dei servizi consultori ali che garantiscono una maternità libera e consapevole
;
- sposta ingenti somme a favore di associazioni private che, in quanto tali, hanno obiettivi diversi da quelli di una struttura pubblica che si rivolge a tutte e tutti, rispettandone la sensibilità.
Dicono SI
alla piena applicazione della legge in vigore (15/76) attraverso:
– la salvaguardia dell’intero campo di applicazione dei compiti assegnati ai Consultori (servizi alle donne, alla maternità, alle famiglie, alle e agli adolescenti, assistenza psicologica individuale e di coppia, ecc);
– lo stanziamento di risorse adeguate (economiche, di personale, di strutture idonee) affinché i Consultori siano messi nella condizione di ben operare e venga finalmente riconosciuta e apprezzata l’alta professionalità delle operatrici e degli operatori;
– il rispetto di intese già approvate come il “percorso nascita” del Piano Sanitario Regionale e la certezza dell’applicazione della Legge 194;
– l’apertura di un Consultorio ogni 20.000 abitanti così come già previsto;
– la conferma del carattere di struttura pubblica dei Consultori e del Personale che vi opera nonché del carattere di laicità e quindi di rispetto delle diverse sensibilità e culture di chi si rivolge ai servizi consultoriali.
CHIEDONO
il ritiro della proposta di legge Tarzia e un impegno della Giunta regionale e del Consiglio ad adoperarsi nell’azione di rafforzamento degli attuali Consultori.
sportello antiviolenza
Siamo il collettivo femminista “le Ribellule”, un gruppo di donne nato 5 anni fa all’Università di Roma3 e trasferitosi da 2 anni in via Passino 20 a Garbatella. Le nostre attività hanno sempre avuto come fine l’autodeterminazione delle donne; il costruire insieme le condizioni per cui ognuna possa sentirsi libera di realizzare i propri desideri.
La società attraverso i mass media, ci classifica utilizzando stereotip i(ad esempio lo stigma di santa o di puttana) che ci condizionano nel pensare e nell’agire.
Le costrizioni di questa società ingiusta sono subite da tutti e tutte, ma nel caso delle donne hanno una loro specificità. Siamo esposte a violenza perché siamo percepite come oggetti sessuali, come sesso debole (dolci e silenziose), come coloro che si sacrificano per la famiglia e/o sul posto di lavoro, come corpi da violare.
La violenza di genere è un fenomeno purtroppo diffusissimo (secondo gli ultimi dati Istat quattro donne su cinque l’hanno subita nella propria vita)soprattutto all’interno delle mura domestiche; nasce dal desiderio di sopraffazione dell’uomo sulla donna e oltre che fisica e psicologica, la violenza può essere costituita o rafforzata anche dal ricatto economico.
Collettivamente abbiamo seguito un corso di formazione per operatrici di centri antiviolenza.
Il nostro obiettivo è di aprire uno sportello antiviolenza nell’XI municipio, in cui questo servizio è assente, per:
* accogliere le donne che subiscono o hanno subito violenza
* aiutarle a riconoscerla e iniziare un percorso personale volto a comprendere che non hanno colpe,
che non è un problema personale di cui vergognarsi, ma un problema sociale e politico
* promuovere iniziative utili a sensibilizzare l’opinione pubblica
* consolidare un punto di riferimento per la solidarietà e l’iniziativa tra donne
* svolgere attività di ricerca, documentazione e diffusione delle informazioni
* offrire un servizio di supporto legale
Vogliamo creare uno spazio che metta al centro l’autodeterminazione, l’autonomia e la consapevolezza così come la sorellanza e la solidarietà, per permettere alle donne di riappropiarsi della propria vita e di partecipare alla lotta contro il patriarcato: il responsabile di tutte le violenze che subiamo in quanto “donne”.
Vogliamo cambiare radicalmente il contesto in cui viviamo e lo strumento che vogliamo utilizzare è quello dell’autorganizzazione. Per questo rivendichiamo l’autonomia del nostro progetto, e l’indipendenzada partiti e da
istituzioni, che nel migliore dei casi agiscono solo sulle conseguenze senza intaccare i rapporti di potere. Stiamo costituendo un’associazione senza fini di lucro e stiamo cercando di rendere accogliente il luogo in cui apriremo lo sportello.
Chiediamo un contributo a chiunque voglia sostenere il nostro progetto e la lotta contro la violenza
sulle donne, che sia un apporto di idee, politico, pratico o economico.