ORA E SEMPRE ANTIFASCISTE, ECCO DOVE SONO LE FEMMINISTE!

Riportiamo di seguito il comunicato su quanto accaduto in questi giorni a Palermo.
Tutta la nostra solidarietà va alle Malefimmine. Siamo forti della stessa lotta.
Rivolta femminista pratica antifascista!

In questi ultimi giorni si sono verificati una serie di eventi
alquanto preoccupanti:
dapprima abbiamo ricevuto la mail di un membro di  comunione e
liberazione che cercava di infiltrarsi, e stanotte sui muri del centro
sociale, in cui abbiamo la nostra sede, è stato scritto "collettivo
Maletroie" firmato casa pound.
Premettiamo che precedentemente avevamo trovato un’altra scritta
 che
recitava " compagna quando  ce vedi te se bagna" che noi avevamo
sottovalutato.

Riteniamo che tali scritte siano esemplificative dell’ideologia che
risiede dietro le ultime mobilitazioni delle destre sulla questione
delle donne.
Il clima in tutte le città d’Italia sta diventando irrespirabile.
Essere presenti sul territorio, rivendicare i propri diritti, lottare
per i propri deisideri diventa ogni giorno più difficile.
E le ronde e il pacchetto sicurezza non fanno che coprire e
legittimare quelle che altro non sono che squadracce fasciste libere
di agire per le strade indisturbate e coperte dalle forze dell’ordine.
Invitiamo tutt* a riflettere e ad essere numeros*,presenti e partecipi
alle iniziative per l’8 marzo.
ORA E SEMPRE ANTIFASCISTE, ECCO DOVE SONO LE FEMMINISTE!
INDECOROSE E LIBERE
IL COLLETTIVO MALEFIMMINE


 
http://www.myspace.com/malefimmine

http://malefimmine.noblogs.org/

sabato 28/2/2008 giornata di festa per i 18 anni di occupazione di L38 Squat

dalle 18 alle 21

Incontro aperto su Autogestione, DIY, Autonomia cosa si è fatto,cosa si può fare


L’occupazione di L38 squat compie 18 anni. In questo tempo hanno vissuto
qui per un periodo di mesi o di anni piu’ di 50 persone e migliaia hanno
attaversato una o tantissime volte questo spazio.

In questi anni tante sono state le sperimentazioni sulla via
dell’autogestione, dell’autonomia, della costruzione di un’esistenza altra.

Vorremmo confrontarci con chi ha tentato sperimentazioni simili (pirati,
squatters, centri sociali, occupanti di casa, studenti dell’onda,
occupazioni rurali, hackers, fanzinar*, riciclator* estrem*, coltivator*
indoor, feticisti diy ecc. ecc.)o anche con chi ha solo
teorizzato/fantasticato una alternativa libertaria, ecologica e
antiautoritaria all’esistente.
Pensiamo sia maturo il tempo per fare un bilancio delle tante
sperimentazioni, capire cosa ha funzionato, cosa no e rilanciare, verso
nuovi orizzonti, possibilmente unendo forze, esperienze, intelligenze e
abilità.


Dalle 21 alle 02


Installazioni interattive, cena acustica, cocktail bar /birreria, mostre e
video sulla storia di L38 Squat, DJ set a cura di RADIOPIRATA38


L38 Squat – Via Giuliotti 8x (sesto ponte del Laurentino 38)
bus 776 da Metro B Laurentina

INIZIATIVA A SOSTEGNO DELLA MOBILITAZIONE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

venerdì 27 febbraio 2009
loa acrobax
via della vasca navale 6

RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

http://nopacchettosicurezza.noblogs.org

ore 20.00
cena con performance teatrali, proiezioni video e foto del corteo del 31
gennaio

ore 21.00
Nessun lager, nessun CPT, né a Lampedusa, né altrove

proiezione dei documentari:
-
"Come un uomo sulla terra" (regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer, in collaborazione con Riccardo Biadene)
-
"A sud di Lampedusa" (regia di Andrea Segre, in collaborazione con
Stefano Liberti e Ferruccio Pastore)

sarà presente il regista Andrea Segre

dalle 23.00
selezioni musicali trash ’70/’80/’90 con Take It Easy (ROR)

VALERIO E’ VIVO E NOI NON ABBIAMO PAURA.

Sabato 21 febbraio

ore 17.00 Corteo Cittadino: concentramento Via Monte Bianco sotto la lapide

_________________________________________________________________________________

Valerio Verbano è stato ucciso dai fascisti il 22 febbraio 1980,
all’età di 19 anni. Ricordarlo dopo 29 anni non è un atto di
commemorazione, ma è un atto di resistenza contro la barbarie.

La barbarie dell’omicidio di Abba a Milano, delle violenze sui corpi
delle donne, della furia polizesca che ha stroncato le vite di Aldo
Bianzino e di Aldro, delle lame fasciste che ci hanno strappato Renato.
La barbarie che trasforma il lavoro in una guerra con morti e feriti.
La barbarie delle parole del ministro degli interni Maroni che incita
ad essere "cattivi con i clandestini" e un governo che impone ai medici
di denunciare qualsiasi uomo o donna "clandestino" che chiede soccorso
e aiuto.

Nel frattempo si vietano i cortei nel centro della città, diventa
reato bere una birra per strada di sera, si sgomberano i centri
sociali, le piazze della socialità e dell’incontro diventano checkpoint
presidiati dai militari. Viviamo il paradosso di un paese governato dal
"partito delle libertà" dove proprio la libertà viene tolta pezzo dopo
pezzo.

Per questo il ricordo di Valerio è importante; ci permette di
riannodare storie vecchie e nuove, storie di chi non ha paura e si
batte concretamente per costruire una società migliore.
Il 22 febbraio dell’anno scorso piu’ di duemila persone hanno invaso le
strade del Tufello, tutti insieme abbiamo inaugurato la Palestra
Popolare Valerio Verbano, un’altro spazio liberato dall’abbandono e
dalla speculazione che oggi pratica e difende il diritto allo sport
come bene comune.

I movimenti sociali sono sempre di più l’unica opposizione alla
deriva securitaria e autoritaria. L’Onda Anomala che ha travolto le
università e le metropoli, i Centri Sociali che hanno riconquistato
l’Horus di Piazza Sempione, i migranti di Castelvolturno che si
oppongono alla camorra e reclamano diritti, le comunità di Vicenza,
Chiaiano, della ValSusa, di Aprilia che non piegano la testa di fronte
alla devastazione della loro terra. Esperienze di lotta e di altra
società che con parole chiare dicono a tutti: «Noi la crisi non la
paghiamo».

Per queste ragioni invitiamo tutti i movimenti, i centri sociali, le
associazioni, le reti contro la precarietà, le realtà antifasciste e
antirazziste di Roma a dare vita a due giornate – sabato 21 e domenica
22 febbraio – di lotta e incontro, dove raccontare ancora la storia di
Valerio e di come i fascisti non hanno fermato la sua corsa.

La storia di Valerio è una storia collettiva costruita da chi non vuole chiedere il permesso per sentirsi libero.

VALERIO E’ VIVO E NOI NON ABBIAMO PAURA.

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Pillola del giorno dopo:è un diritto

articolo da Osserva rosa

 

In continuità con la campagna
"Obiettiamo gli Obiettori"
proposta dalle Mai Stat@ Zitt@ di Milano
segnaliamo queste importanti informazioni
per la difesa dei nostri diritti

Pillola del giorno dopo

Come denunciare i medici che si rifiutano di prescriverla:

Scarica l’esposto-tipo,
tenendo conto che i fatti esposti sono relativi ad un caso specifico, e vanno quindi sostituiti con la situazione che hai dovuto concretamente affrontare


Come denunciare i farmacisti che si rifiutano di venderla:


Scarica la denuncia-tipo per i farmacisti che si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo

Consigli pratici contro l’ostruzionismo ospedaliero

    * Fatti sempre registrare all’entrata del Pronto Soccorso

    * Chiedi al personale medico e infermieristico con cui vieni in contatto di qualificarsi

    * Se ti dicono che il ginecologo di turno non può riceverti, chiedi il motivo e le sue generalità

    * Fatti rilasciare una cartella di Pronto Soccorso contenente i motivi della mancata prescrizione

    * Se si rifiutano di aderire a queste tue legittime richieste e ti allontanano senza giustificato motivo, chiama subito le forze dell’ordine e denuncia il tutto sul posto in loro presenza.

Pillola del giorno dopo
La pillola del giorno dopo (meglio sarebbe chiamarla contraccezione di emergenza), commercializzata nel nostro Paese con il nome di Norlevo o Levonelle, è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza entro le 72 ore successive ad un rapporto sessuale non protetto: il levonorgestrel, nella dose di 1,5 mg assunta per via orale, agisce inibendo o alterando la qualità dell’ovulazione (come peraltro fanno tutti i contraccettivi ormonali) e non interferendo in alcun modo sull’impianto dell’ovulo fecondato sulla mucosa uterina, che avviene 8 giorni dopo la fecondazione; poiché la gravidanza inizia appunto con l’annidamento dell’ovulo fecondato nella mucosa uterina, non può affermarsi che il farmaco sia abortivo, non solo perchè non interrompe una gravidanza in atto, ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato (cosa che per alcuni è equiparabile ad un aborto). Il metodo, che ha un’efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l’impianto dell’ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l’assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza.
In italia la pillola del giorno dopo può essere venduta con ricetta nominale non ripetibile prescritta da un medico: pertanto in caso di necessità è necessario rivolgersi obbligatoriamente a un medico o a un ginecologo, con tutte le difficoltà (sia di ordine pratico che di ordine psicologico) che si ricollegano a tale eventualità. In molti Paesi europei la contraccezione d’emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente. Negli Stati Uniti la FDA ha stabilito che la cosiddetta pillola del giorno dopo possa essere acquistata dai maggiorenni senza la ricetta medica (estate 2006).
Un’altra peculiarità del nostro Paese riguarda l’obiezione di coscienza, che è prevista soltanto dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza (e che quindi prevede una gravidanza accertata), ma secondo un parere non vincolante del Comitato Nazionale per la Bioetica potrebbe essere estesa alla prescrizione della pillola del giorno dopo (in assenza di una gravidanza accertata).
Sono segnalati in tutta Italia casi di ospedali che negano la prescrizione della pillola del giorno nei momenti critici in cui non è reperibile né il medico nel consultorio familiare, né il medico di base (per esempio durante i finesettimana), adducendo come come motivo l’obiezione di coscienza dei medici di turno.
(http://www.lucacoscioni.it//pillola_del_giorno_dopo)

Pillolissima 2009

Questo piccolo grande errore.

Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!

Il 14 febbraio  è il giorno degli innamorati: per questo ci siamo chieste 
se  i rapporti amorosi tra giovani e meno giovani siano tutelati effettivamente con  l’accesso a misure  preventive e anticoncezionali.

Questa notte i più grandi ospedali di Roma sono stati oggetto di un blitz-inchiesta da parte di studentesse (di alcune scuole di Roma  e delle due università La Sapienza e  Roma 3) e precarie.  L’obiettivo è quello di tracciare una mappa di quegli ospedali in cui illegalmente si esercita l’obiezione di coscienza  sulla contraccezione di emergenza. Verso le 22.00 piccoli gruppi di donne sono entrati contemporaneamente nelle sale dei pronto soccorso richiedendo la cosidetta  "pillola del giorno dopo", che deve essere assunta entro le 72 ore dal rapporto sessuale ma la cui efficacia diminuisce col passare delle ore.

I dati raccolti la scorsa notte sono i seguenti.

Il policlinico Gemelli e l’ospedale S.Pietro Fate Bene Fratelli non prescrivono la pillola. Difronte alle insistenze delle studentesse, il personale risponde  che questi sono ospedali cattolici(come se si fossero dimenticati di essere convenzionati con lo stato italiano), giustificando, in questo modo, l’omissione di soccorso.

L’ospedale CTO rifiuta la prescrizione della pillola e al momento di rilasciare la dichiarazione del rifiuto, la dottoressa chiede di pagare il ticket di 25 euro, indirizzando poi la richiedente ad un altro ospedale per avere la prescrizione della pillola, dopo aver pagato un altro ticket.

I pronto soccorsi degli ospedali Policlinico Umberto I, San Filippo Neri, San Camillo Forlanini, S.Eugenio, Pertini prescrivono la pillola solo dietro pagamento del ticket di 25 euro. In particolare l’ospedale S.Eugenio viene indicato da più ospedali come il luogo in cui viene prescritta la pillola "senza problemi". 

Negli ospedali S.Andrea, Policlinico Casilino , Policlinico Tor Vergata si segnala la presenza di obiettori ma, allo stesso tempo, la possibilità di ottenere la prescrizione della pillola, anche se con tempi di attesa non prevedibili e sempre dietro il pagamento del ticket.

Denunciamo l’omissione di soccorso e l’interruzione di un pubblico servizio degli ospedali, laddove è illegale che i medici ricorrano all’obiezione di coscienza. La contraccezione di emergenza infatti ha un effetto prefertilizzante e non abortivo,  non prevede restrizioni d’uso (è un farmaco che rientra nella "classe 1" dell’ OMS) e deve essere prescritta senza diagnosi.

Ribadiamo inoltre che la salute deve essere un sevizio pubblico e gratuito per tutti e tutte, migranti  e cittadini/e italiani/e: per questo riteniamo inaccettabile il costo del ticket (solo per farsi prescrivere una pillola) pari a 25 euro che devono essere sommate al costo del farmaco(circa 13 euro). La nostra azione è volta a rimettere al centro del dibattito pubblico la libertà delle donne nella gestione del proprio corpo, troppo spesso utilizzato strumentalmente per dare avvio a provvedimenti dettati dalla morale cattolica e che limitano la possibilità di scegliere una sessualità e una maternità consapevole.

Per questo noi obiettiamo gli obiettori.

Tutte le donne devono avere accesso ad un’informazione laica e libera su sessualità e prevenzione, che agendo prima dell’emergenza educhi a una sessualità consapevole; a un sistema di welfare universale che consenta prestazioni sanitarie gratuite e servizi che ne sostengano l’autodeterminazione, a partire da consultori, asili pubblici e centri antiviolenza.

La libertà e i diritti delle donne non saranno il prezzo da pagare in questa crisi. Né ora né mai.

Studentesse e precarie
 
pillolissima2009@gmail.com

http://pillolissima2009.splinder.com

IL DIRITTO DI MANIFESTARE NON SI TOCCA

assemblea cittadina mercoledì 18 febbraio alle ore 21
al csoa Forte Prenestino


 Il diritto di manifestare nelle strade e nelle piazze della nostra città
 è stato posto pesantemente sotto attacco nei giorni scorsi dal fuoco
 incrociato di attori economici (Confcommercio), istituzionali (prefetto
 Pecoraro, sindaco Alemanno), mediatici (Il Messaggero). E’ un tema che
 ricorre ciclicamente nelle esternazioni di reazionari di tutte le risme,
 sempre pronti a denunciare il carattere fastidioso della libera
 espressione del conflitto sociale, ma in queste ultime settimane la faccenda ha
raggiunto toni parossistici. Ha cominciato Pambianchi, presidente dei
commercianti romani, a invocare la chiusura del centro ai cortei, in
quanto disturbatori dei buoni affari dei suoi associati.
Ha rilanciato il  prefetto Pecoraro promettendo di liberare la città dai manifestanti.
Ha infine raggiunto l’apice il colonnello Maroni, ministro di Polizia, con i suoi
 editti degni del ventennio fascista. Il tutto amplificato da una
 vergognosa campagna disinformativa del Menzognero, quotidiano del palazzinaro
Caltagirone, che si è fatto paladino dei “cittadini” prigionieri dei
 manifestanti, come se questi ultimi non fossero “cittadini” anche
 loro.
 I toni sono poi sfumati nelle giornate successive ma la sostanza non
 cambia di molto: i cortei disturbano il flusso incessante della produzione e del
 consumo, sono luoghi di cultura critica e di emersione della tante
 problematiche che agitano una società ingiusta, permettono alle persone
 di uscire di casa per ritrovarsi, condividere, respirare aria di
liberazione.
 E’ evidente il progetto di ridurre progressivamente gli spazi di
 agibilità democratica in questo periodo storico caratterizzato da una crisi
 economica che produrrà malcontento sociale e, speriamo, voglia di organizzarsi e
di scendere in piazza.
Militarizzazione dei territori, delirio securitario,
 “strategia della paura”, video-sorveglianza senza più limiti,
 riduzione del conflitto sociale a problema di ordine pubblico, divieto di
 manifestare, sono aspetti diversi di un problema unico: il tentativo di
proporre una svolta autoritaria per gestire la crisi. Dovremo aspettarci
 nell’immediato futuro altre puntate di questa indecente telenovela
 fascistoide, per esempio la firma di un protocollo d’intesa per limitare
i cortei vincolante per tutti.

E’ un problema che riguarda tutti e tutte,
 dai centri sociali alle case occupate, dai sindacati di base agli studenti,
 dai collettivi glbt ai comitati di solidarietà internazionale, fino ai
 migranti che saranno il soggetto sociale che più duramente pagherà la
 crisi e il clima di guerra tra poveri.
 Non dobbiamo farci trovare impreparat@, mettiamo i piedi nel piatto fin
da subito, ragionando su di un percorso di attivazione e di lotta a difesa
del diritto di manifestare che viaggi in sintonia e complicità con le
 mobilitazioni contro il pacchetto sicurezza, contro gli sgomberi, contro
 la violenza sessista, per l’apertura di spazi di libertà.

 
  Rete Antifascista Metropoliatna
 

Piattaforma NOVAT 2009

Manifestazione nazionale NO VAT 2009
autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione, cittadinanza

 Roma, 14 febbraio `09 – partenza da Piazza della Repubblica, ore 14.00

A ottant´anni dai Patti lateranensi tra Pio XI e Mussolini (11 febbraio 1929), in piena crisi del sistema neoliberista permangono
le connivenze tra stato autoritario e Vaticano, vero cuore del Concordato. Decenni di sdoganamento istituzionale del
fascismo trovano rispondenza nel revisionismo di Ratzinger su Pio XI e Pio XII, complici del fascismo, del nazismo e della
deportazione ed eliminazione di donne e uomini considerati “diversi”.
Stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell´84 sono
potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando
la logica dello “scontro di civiltà” e un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati
e spesso puniti come atti di terrorismo culturale.
La manifestazione NO VAT – rivendicando autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione e cittadinanza – ha l´obiettivo
di denunciare il progetto di egemonia del Vaticano e la sua funzionalità ad un sistema sessista, fascista e razzista, nonché
il suo ruolo nella gestione delle crisi del sistema neoliberista.
Come in un gioco delle parti, in tempi di crisi economica a un welfare differenziale e ridotto all´osso e alla progressiva distruzione
di uno stato sociale che, almeno sulla carta, offriva garanzie a tutte e tutti, la chiesa fa eco con “soluzioni” caritatevoli
discriminatorie e familiste.
Intanto i tagli all´istruzione e alla sanità pubblica continuano a garantire un incessante flusso di denaro nelle casse di scuole
e università confessionali, di cliniche e ospedali cattolici.
La distruzione della scuola pubblica, denunciata dall’“onda studentesca” dell´autunno 2008, ha non solo la finalità di indirizzare
altrove le risorse, ma anche quella – ben più grave nei tempi lunghi – di sottrarre alle nuove generazioni gli strumenti
di conoscenza, di crescita del senso critico e di conseguente lettura dei meccanismi di potere.
In Italia le associazioni cattoliche ingrassano il portafogli tra interventi sociali e gestione diretta di alcuni CIE – Centri di
identificazione ed espulsione – e CARA – Centri d´accoglienza dei richiedenti asilo. Così facendo avallano la gestione securitaria
del fenomeno dell´immigrazione e controllano un esercito di riserva di lavoratori e lavoratrici provenienti da altri
paesi. E intanto si accaparrano la gestione delle emergenze internazionali per moltiplicare il business: aids, campi profughi,
aiuti umanitari.
Sul piano ideologico, le gerarchie vaticane difendono e rafforzano la subordinazione patriarcale di un sesso all´altro, facendo
guerra al concetto di gender che decostruisce la “naturalità” dei ruoli tra donne e uomini e portando questa guerra ideologica
nell´ambito della loro costante intromissione nelle politiche degli organismi nazionali e internazionali (ONU, Unione
Europea).
Il papato dell´integralista Ratzinger, attraverso il controllo sulla nascita e sulla morte pretende di gestire e ridisciplinare i
corpi e le forme di vita; gli anatemi vaticani contro ogni istanza di autodeterminazione vanno di pari passo al moltiplicarsi
di ordinanze e divieti di sindaci-sceriffi. La famigliola da pubblicità televisiva è, così, imposta da stato e chiesa come modello
unico di rispettabilità e chi non vi corrisponde diventa indecoroso/a quando non addirittura pericoloso/a.
A ottant’anni dai Patti lateranensi, stato e gerarchie vaticane mirano a neutralizzare il conflitto sociale anche producendo
nuove marginalità da stigmatizzare e nuovi “scarti” da criminalizzare col pretesto della “sicurezza”.
Sappiamo bene cosa si nasconda dietro queste campagne d´odio: la paura di perdere i privilegi e il potere.
Ma la loro paura non vogliamo pagarla noi!
Alziamo la testa. Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura.
Denunciamo le connivenze tra stato e chiesa nella gestione delle politiche securitarie, razziste, transfobiche, lesbofobe, omofobe
e misogine e torniamo di nuovo in piazza il 14 febbraio 2009, con la manifestazione NO VAT per
· l´autodeterminazione e la libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita;
· l’istruzione pubblica e laica e l’abolizione dell’ora di religione;
· un sistema sanitario pubblico e laico;
· uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti;
· i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti;
· l´eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita;
· l’abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille…).

Coordinamento Facciamo Breccia
www. facciamobreccia.org  adesioni@facciamobreccia.org

CORTEO ANTIRAZZISTA A NETTUNO! CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA



Domenica 8 febbraio 2009, con partenza alle 16.30 dalla stazione FFSS di
Nettuno, un colorato corteo interetnico sfilerà per le vie della città
per riaffermare la necessità di una società multiculturale, vicina ai
deboli e per chiedere pieni diritti di cittadinanza per i migranti che
fuggono da guerra e fame per migliorare le proprie condizioni di vita,
lavorando nostro Paese nel rispetto delle leggi. Il vile gesto xenofobo
compiuto a Nettuno la notte tra sabato e domenica scorsi ci riempie di
sgomento. Mai tanta cieca violenza aveva attraversato le nostre strade.
Singh, un ragazzo di origine indiana è stato picchiato a sangue e dato
alle fiamme mentre dormiva nella stazione ferroviaria. Singh è ricoverato
in condizioni molto gravi al S.Eugenio di Roma e la prognosi è ancora
riservata. Esprimiamo viva solidarietà a Singh, la sua famiglia e a tutta
la comunità indiana, presente nel nostro territorio da oltre vent'anni,
stimata ed impegnata sia nel commercio che nel settore agricolo. 
Contestiamo chi vuole in modo ipocrita e strumentale far passare questi
episodi razzisti come bravate giovanili, gesti dovuti all’uso eccessivo
della droga e dell’alcool. La chiara premeditazione con cui è stata
perpetuata questa aggressione spaventosa dimostra  l'intenzionalità degli
aggressori. Fermarsi ad una pompa di benzina, prendere del carburante,
entrare in stazione, picchiare un giovane, dipingergli il volto di vernice
grigia, cospargerlo di benzina ed infine appiccare il fuoco, non sono gesti
prodotti da “ricerca sfrenata di emozioni” ma sono atti consci e,
drammaticamente, studiati, come pure la scelta di un uomo indifeso e in una
condizione di vita disagiata. Obiettivo fondamentale della manifestazione
sarà l’intrecciarsi delle culture e delle nazionalità, per una realtà
sociale di condivisione e rispetto che lavora per sradicare l’odio contro
il diverso.  Il cosiddetto “Pacchetto sicurezza”, che verrà votato
domani al Senato, prevede una serie di norme che restringono i diritti dei
migranti e ne aumentano la precarietà dell’esistenza, rendendo possibile
il ripetersi di episodi come quello di Nettuno. Se il pacchetto sarà
approvato, chi è senza permesso di soggiorno rischia di essere denunciato
dal medico se va al Pronto Soccorso, non potrà più riconoscere i figli e
le figlie, sposarsi o inviare i soldi a casa. Il DDL prevede inoltre
l’aumento della detenzione nei CIE (ex CPT) fino a 18 mesi , l’aumento
della tassa per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno. Viene,
inoltre, introdotto anche il reato di ingresso e soggiorno illegale nello
Stato. Ma che “pacchetto sicurezza”, cittadinanza per tutti! Assemblea
permanente antirazzista  Nettuno, 04.02.2009