18.02.08

AGGUATO FASCISTA

Inviato in antifa | 20:17


A pochi giorni dalla data in cui Valerio Verbano venne ucciso nel 1980, questa mattina ad un altro ragazzo della stessa età, 19 anni, è stato teso un agguato dai fascisti, sotto casa, in zona Vigne Nuove.

Il ragazzo, impegnato nella lotta all’interno delle scuole, è dovuto ricorrerre a ricovero per le numerose lesioni craniche riportate. E’ già la terza aggressione da quando la campagna elettorale dei fascisti di Fiamma Tricolore e de La Destra di Storace, è cominciata.

Non ha soste la campagna elettorale dei fascisti di Fiamma tricolore. Dopo aver chiesto invano e in ginocchio una poltrona a Berlusconi e Fini, si sono accontentati dell’accordo con la Destra di Storace, che li ha rinvigoriti nella loro attività preferita: le aggressioni agli studenti, ai precari, agli occupanti di casa e agli antifascisti della città. Oggi pomeriggio, alle 16, nel quartiere di Vigne Nuove, due fascisti di circa 26-27 anni, hanno aggredito all’uscita di casa Simone, 19 anni, studente dei collettivi romani e attivista dell’Horus occupato. I due miserabili, dopo essersi appostati per diverso tempo, lo hanno picchiato con tirapugni, ferendolo alla testa e procurandogli diverse lesioni. La pronta reazione di Simone ha messo in fuga i due attempati esponenti di Blocco studentesco.
Simone è stato medicato al pronto soccorso dove gli sono stati applicati
alcuni punti di sutura.
 Dopo l’aggressione squadrista di poche settimane fa nei confronti di un attivista di Action, pestato sul luogo di lavoro, si ripete una scena già vista, fatta di violenza e impunità. Simone è un compagno attivo nelle lotte studentesche e nei percorsi di movimento, tra i protagonisti della
recente mobilitazione antifascista dell’8 febbraio che ha impedito a Fiam
ma tricolore di occupare il teatro Brancaccio per una parata xenofoba e fascista. L’aggressione, inoltre, avviene a pochi giorni
dall’inaugurazione della Palestra Popolare Valerio Verbano, nel vicino quartiere del Tufello,
prevista per venerdì 22 febbraio, anniversario dell’uccisione di Valerio da parte dei fascisti dei Nar.
I fatti e le circostanze confermano due elementi: da una parte, la doppia strategia di Fiamma tricolore, fatta di aggressioni squadriste e spregiudicate alleanze politico-elettorali con la destra di governo, alla ricerca di qualche poltrona in parlamento, in comune, in municipio o in
qualche condominio; dall’altra, la totale impunità di questi atti, garantite dall’inerzia e la complicità delle forze dell’ordine, della magistratura e delle istituzioni, locali e nazionali.
Roma democratica e antifascista chiama tutte le forze sociali, politiche e di movimento a prendere pubblicamente posizione e di
mobilitarsi per una nuova e radicale pratica antifascista. Domani, lunedì 18 febbraio, alle 12, a piazza Sempione, all’Horus occupato, conferenza stampa. Venerdì 22
febbraio, alle 17, da via Monte Bianco, corteo cittadino e inaugurazione della Palestra Popolare Valerio Verbano.

I compagni e le compagne di Roma
    

15.02.08

FEMINIST RIOT

Inviato in Generale | 11:10

La violenza contro le donne ha tante facce, l'avevamo già detto il 24 novembre scendendo in piazza contro la violenza maschile sulle donne e lo abbiamo ribadito oggi in tante città, dal nord al sud d'Italia. La manifestazione spontanea di oggi è parte di quel percorso che nasce denunciando la violenza in famiglia, luogo primario in cui si sedimentano le relazioni di potere fonti di oppressione dell'uomo sulla donna. Percorso che rivendica la riappropriazione dei nostri spazi di autoderteminazione passando per il rifiuto di ogni delega alle istituzioni.

La criminalizzazione che ha vissuto Silvana in ospedale è frutto dell'attacco che quotidianamente subiamo quando ci sottraiamo ai ruoli che ci vogliono imporre le istituzioni e la chiesa.

Quando facciamo sentire la nostra voce siamo pericolose perché scardiniamo il modello familista, patriarcale ed eterosessista in cui tentano di imprigionarci. Riprenderci la parola e le strade di Roma ha scatenato oggi la reazione violenta della polizia che di fronte al corteo spontaneo di 5 mila donne ha risposto addirittura con il fermo e l'identificazione di una di noi.

Abbiamo affermato ancora una volta che sul nostro corpo decidiamo noi.

Non siamo disposte a tollerare nessun attacco alla nostra libertà e alla nostra autodeterminazione.

Nessun passo indietro. Non ci fermeremo a cominciare dall'appuntamento del 23 e 24 febbraio: due giorni di condivisione di pratiche e prospettive di lotta lesbiche e femministe!

12.02.08

BLITZ ANTIABORTISTA...Autodeterminazione è Resistenza

Inviato in Generale | 22:23

Ieri pomeriggio super blitz al nuovo policlinico di Napoli 
nel reparto di ostetricia.
Una bomba a forma di pancione? no
Camorristi con la cuffia da infermier@?no
Una scena di RIS, carabinieri,la squadra o scuola di polizia? nemmeno.
7 uomini in divisa hanno fatto irruzione ieri pomeriggio al nuovo
policlinico per indagare su un interruzione di gravidanza di un feto
malformato.
I paladini del /Sacro Embrione/ cercavano un'irregolarità nella
procedura di aborto, segnalata,dicono, da una telefonata anonima.
Evidentemente il movimento per la vita sta studiando nuove forme di
pressione psicologica, giocando anche sulla leggendaria arguzia delle
nostre forze dell'ordine, sempre capaci di fiutare un vero reato!
Infatti si trattava di una folle bufala...
La donna è stata spaventata, interrogata , messa sotto pressione dopo
soli 20 minuti dall'aborto e con lei anche la sua vicina di letto .
Criminalizzate entrambe in un momento così delicato.
Di cosa altro ci accuseranno? Cospirazione alla vita? Sovversione al
ruolo di madre? Capi di reato che fanno luccicare gli occhi alle alte
gerarchie ecclesiastiche, ai pancioni del tubo catodico come Ferrara, a
vecchi e nuovi fascisti che parlano da balconi, pulpiti, microfoni,
salotti televisivi e aule del parlamento.
Non si tratta di una fatto di cronaca e nemmeno di un ennesimo ma
isolato episodio che vede calpestati i diritti.
Quando si parla di donne purtroppo da un pò di tempo a questa parte si
parla di una strategia di attacchi ripetuti e collegati tra di loro che
mirano non a ledere ma a cancellare del tutto quei diritti che il
movimento delle donne si è conquistato e che sono il requisito *minimo
*per cui oggi si sentono meno casi di donne morte sotto i ferri da calza
delle mannane per un aborto clandestino.
Questo non è un semplice comunicato, perchè come altre volte nella
storia non ci limiteremo a denunciare ma resisteremo fino a quando non
sarà solo la donna a scegliere per sè e l'autodeterminazione l'unico
metro per giudicare le decisoni prese sul nostro corpo
per info.
degeneri@autistiche.org
http://degeneri.noblogs.org/
collettivo femminista Degeneri




01.02.08

[Antifa] milano donna stuprata - arrestato Giuseppe Bua

Inviato in antifa | 08:35

VIOLENZA SESSUALE: DONNA SEGREGATA E STUPRATA A MILANO L'ULTIMA IMPRESA DEL CAMERATA "JIMMY BUA"        "Jimmy" Bua, già referente di Alleanza nazionale nell'ex zona 19 di Milano e guardaspalle del consigliere comunale Emilio Santomauro, nonchè storico sostenitore di Roberto Jonghi Lavarini di Cuore nero, nelle ultime amministrative ha fatto campagna elettorale a Quarto Oggiaro per Marco Osnato, sempre di Alleanza nazionale. Un buon camerata.

(ANSA) - MILANO, 24 GEN - Una donna di 40 anni e' stata attirata in un appartamento, segregata per un giorno e ripetutamente stuprata da un uomo che aveva conosciuto in un locale, a Milano. Il presunto violentatore, arrestato dalla polizia, e' un italiano con precedenti per violenza sessuale e violenza, che e' stato scoperto in flagranza di reato, nell'appartamento in cui stava violentando la donna, grazie a una segnalazione di alcuni vicini. Secondo le prime informazioni, la donna aveva conosciuto l'uomo in un locale, in zona Ticinese, e si era fidata ad andare con lui fino in casa dell'uomo, in via Pascarella, a Quarto Oggiaro. Ma una volta entrata nell'appartamento e' cominciato un incubo durato dalle sei di ieri mattina, sino alle 19, quando sul posto e' arrivata una volante del commissariato di Quarto Oggiaro. L'uomo arrestato e' Giuseppe Bua, con precedenti per reati contro la persona. Quando gli agenti di una volante del commissariato di Quarto Oggiaro hanno suonato alla sua porta, lui ha cercato di zittire la donna con una mano sulla bocca, poi, sempre secondo la ricostruzione della polizia, ha preso gli indumenti di lei, laceri e sporchi di sangue, e li ha messi a lavare gettando contemporaneamente alcuni profilattici nel water. Alla fine ha aperto ai poliziotti, che hanno trovato la donna allo stremo delle forze per la lunga e violenza segregazione, piena di lividi ed ecchimosi. (ANSA). 24-GEN-08

31.01.08

“Gli stolti chiamavano umanità quel che era già un principio di schiavitù” (Tacito, Agricolae)

Inviato in Generale | 11:23

                                                                                                                                                              In una società che si autodefinisce “democratica” e “multiculturale” paradossalmente il rigurgito neofascista delle politiche securitarie e repressive fomenta un clima sociale di paura e odio del diverso che legittima qualsiasi intervento contro il non conforme. Lo vediamo ormai troppo spesso con i dispiegamenti assurdi di forze dell’ordine contro ogni forma di dissenso, i processi a carico di chi si autorganizza, le aggressioni fasciste contro migranti, lesbiche, gay e chiunque abbia stili di vita non normati.

Pacchetti sicurezza e ronde di quartiere:la priorità è mettere in discussione e impedire l’autodeterminazione di tutti e tutte.

In questo contesto la gestione del corpo della donna ritorna al centro dell’attenzione mediatica,mentre l’abuso sui nostri corpi a fini elettorali e demagogici è ormai consolidato quanto il controllo attraverso principi morali dettati dal vaticano. Non è un caso che si voglia convincere l’opinione pubblica che sia delittuoso scegliere una maternità consapevole e che l’essere in grado di determinare ogni aspetto della propria vita sia un ingiusto privilegio.

Le politiche italiane sulla famiglia ed il neoliberismo consacrano da un lato il regresso del servizio pubblico, dall’altro il ritorno delle donne all’interno della famiglia, luogo delimitato di prima produzione, di primo consumo, e di sostenibilità. Qui,ci si rifugia per essere protette dai “pericoli del mondo”, subendo però mariti e padri violenti in nome di una falsa morale. E questo circolo vizioso viene mantenuto da un piano giuridico ed economico che intenzionalmente non rende possibile l’indipendenza e l’autodeterminazione al di fuori del nucleo familiare.

L’antifascismo per noi non è una pratica di semplice contrapposizione, ma la costruzione quotidiana delle nostre vite. E’,quindi, anche uscire da quel luogo di violenza, riunirsi tra donne senza la mediazione dell’istituzione politica; la stessa istituzione che promuove politiche paritarie, cui basta la rappresentanza femminile negli organi del potere patriarcale per ritenersi soddisfatta.

Ma un’autorganizzazione e un’autodeterminazione che partano dalle individualità di tutte e tutti non possono essere tollerate da media e politica. Queste, in quanto prime espressioni di un potere gerarchico e maschilista, non possono sopportare l’assenza di palchi come di istituzioni.

Così preti, politicanti, medici e opinionisti sollevano un coro che dovrebbe essere in difesa della vita, per la vita, con discorsi tesi,invece, a potenziare la propria possibilità di esercitare un controllo sulle donne da emarginare attraverso medicalizzazione, psicanalizzazione e colpevolizzazioni benpensanti e bigotte.

La lotta delle donne pratica la sua resistenza scardinando ogni meccanismo di potere attraverso la pratica dell’orizzontalità. Lo fa da sempre, perché non c’è un inizio di una condizione femminile. La lotta non può essere massificante e distruggere anch’essa le diversità e le specificità di ognun@ ricreando un potere di rappresentanza che serve solo ad incanalarsi all’interno di un sistema. La costruzione e decostruzione del genere e delle proprie individualità è dunque pratica di lotta, un rendersi “altro” rispetto all’ordine costituito, un modo per sovvertire quel biopotere che sempre più esplicitamente si serve di una rabbia da controllare attraverso le gerarchie e le soluzioni di ordine fittizio funzionale solo alla privazione di ogni libertà.

 

Mentre aspettiamo che cadano l’ultimo papa e l’ultimo re…oviolence!

(boicotta il bigotto!)

 

30.01.08

COMUNICATO DALL'ASSEMBLEA DEL 12 GENNAIO A ROMA

Inviato in Generale | 12:20

                                                                    Dopo la grande manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile, il som-movimento femminista e lesbico che l’ha organizzata si è incontrato sabato 12 gennaio a Roma in un’assemblea nazionale molto viva e partecipata.

Per dare continuità al protagonismo politico delle donne, l’assemblea ha rilanciato il conflitto riaffermando il principio dell’autodeterminazione sui nostri corpi e sulle nostre vite.

Vogliamo costruire un incontro nazionale di confronto ed elaborazione, di due giorni,
il 23 e 24 febbraio a Roma.


Lanciamo, insieme, una campagna permanente di lotta contro tutti i tentativi di limitare la nostra libertà ed autonomia, costruendo

iniziative in tutte le città il prossimo 8 marzo

IL BLOG FLAT

L’assemblea romana ha deciso, in accordo con quanto detto nell’assemblea del 12 gennaio, di aprire un blog specifico sulla due giorni che si terrà a Roma il 23-24 febbraio #08

L’url del blog è:  http://flat.noblogs.org
 
Nel blog troverete la sezione riguardante i diversi tavoli dove sarà possibile consultare e/o pubblicare i materiali che serviranno a costruire una discussione di base condivisa (potete inviare i materiali che vorrete pubblicare, specificando il tavolo a cui si riferiscono, all’indirizzo mail:sommosse_roma@inventati.org ).
 
Nella categoria “Logistica” pubblicheremo (appena possibile!) tutte le informazioni inerenti il luogo dove si terrà la due giorni, il programma con gli orari, come arrivare, dove dormire, ecc
 
Nel blog troverete anche materiali scaricabili per pubblicizzare la due giorni (flyer/adesivo; locandina; banner)
 
Qualsiasi gruppo, collettivo, associazione voglia essere inserito nei link del blog potrà comunicarlo alla mail sommosse_roma@inventati.org
 
Se lo riteniamo opportuno, potremmo anche aprire un canale di chat per discussioni e/o confronti diretti.
 
Per suggerimenti, critiche, risate, etc non esitate a scrivere a: sommosse_roma@inventati.org 

30.01.08

riparliamone di paola cortellesi

Inviato in Generale | 12:16

30.01.08

TORINO] Le donne sospendono il consiglio regionale (INTERVISTA) da infoaut.org

Inviato in Generale | 12:12

TORINO, 29 GENNAIO 2008 - Un gruppo di donne del movimento torinese ha interrotto questa mattina i lavori del Consiglio regionale del Piemonte, convocato in seduta straordinaria. La seduta era stata richiesta dall'opposizione (di centro destra) per presentare una richiesta di modifica alla legge 194 relativa alle interruzioni di gravidanza, in particolare per la parte che riguarda la regolamentazione dell’aborto terapeutico. La proposta nasce sulla scia di quanto già successo in Lombardia dove la regione è riuscita a far passare una sostanziale modifica al regolamento inerente gli aborti terapeutici, riducendo il termine ultimo da 24 settimane a 22. La mozione, presentata stamattina a Torino da alcuni consiglieri del centro destra rappresenta un attacco su scala locale facente parte di una più vasta iniziativa politica e mediatica che, a vari livelli sta tenendo sotto assedio la 194 e i diritti delle donne in generale. Dalle farneticazioni del papa, di Ruini e di tutte le autorità Vaticane sulla famiglia naturale, fino alla richiesta di "moratoria sulla pena d'aborto", proposta dal servile e opportunista Giuliano Ferrara, il mondo cattolico sembra compatto per prendere di petto la questione aborto e riportare la donna al suo "ruolo naturale": quello di produrre figli. D'altronde come dice Ruini, "la donna è libera soltanto nella maternità".

Il tutto stava passando attraverso l'indifferenza o il tacito assenso del centrosinistra, troppo impegnato a raccattare briciole di voti cattolici per prendere una posizione forte sul diritto delle donne ad autodeterminarsi.Ma per fortuna c'è anche chi questi attacchi non li accetta passivamente e questa mattina un numeroso presidio di donne e uomini di ogni età si è formato davanti al palazzo della Regione; facce piene rabbia nel trovarsi di nuovo a dover difendere dei sacrosanti diritti, conquistati esattamente 30 anni fa con la lotta e che mai più si pensava potessero essere messi in discussione.
Dopo aver dato vita ad un presidio all'esterno del palazzo, una trentina di donne è entrata in aula lanciando slogan in favore della legge 194 e dell'autodeterminazione mentre un consigliere di Allenza Nazionale presentava la mozione E' stato lanciato del prezzemolo a ricordare che le donne non vogliono tornare a dover rischiare la vita per abortire in clandestinità; La digos è intervenuta per allontanare le "disturbatrici" ma le manifestanti sono comunque riuscite a far sospendere la discussione su questa vergognosa proposta. La contestazione, rivolta tanto al centrodestra, quanto all’indifferente centrosinistra, che, impegnato nella difesa di un cosiddetto dibattito civile e democratico, accetta e tollera che su questi temi si torni a discutere in maniera assolutamente strumentale e provocatoria. La protesta delle donne ha ottenuto di fatto che la seduta venisse sospesa e ancora una volta sono riuscite nell’intento di dimostrare che no n sono più disposte a sentire tutto questo insidioso chiacchiericcio sui loro diritti, ma vogliono prendere la parola per ribadire che nessuno può arrogarsi il diritto di legiferare sul loro corpo e sulla loro sessualità

>>> Ascolta l'intervista con Chiara


VOLANTINI:

> "Sul nostro corpo decidiamo noi" (Donne per l’autodeterminazione)

>
"C’E’ VITA INTELLIGENTE SU QUESTO PIANETA? NON SOLO!" ( Network Antagonista Torinese)




> Vedi anche:
Anno nuovo... vecchi attacchi (a proposito di una "moratoria")

28.01.08

01/02/2008 - Roma: Ratzy Horror Picture Show al LOA Acrobax

Inviato in Generale | 13:10

... mastichiamo il Vaticano

RATZY HORROR PICTURE SHOW


Venerdì 1 febbraio
loa Acrobax
Via della Vasca Navale 6
dal vespro al mattutino
Pot-Pourri-Original-Music-Performance degeneranti-Spettacoli esilaranti
è gradita la maschera

RATZY HORROR PICTURE SHOW

un festone della madonna

Autofinanziamento NO VAT LOTTO PER MILLE!

SCARICA LO SPOT

SCARICA LA CARTOLINA

[questa volta è una vera carnevalata]

www.facciamobreccia.org
roma@facciamobreccia.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


 

28.01.08

NO VAT AUTODETERMINAZIONE, LAICITA’,ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE SABATO 9 FEBBRAIO 2008 MANIFESTAZIONE - ROMA - Piazzale Ostiense ORE 14.00

Inviato in Generale | 12:56

Piattaforma della manifestazione NOVAT 2008 che si terrà a Roma il 9 febbraio 2008, perfezionata durante l’assemblea nazionale di Facciamo Breccia a Roma il 13 gennaio. Il corteo vedrà - dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia - uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all'autodeterminazione.

- Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica.

L’alleanza strategica tra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come strumento di controllo sociale su donne,lesbiche, gay, trans è strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti e politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza legittimando campagne persecutorie e razziste.

In modo sinergico sistema neoliberista e gerarchie vaticane - attraverso un processo di revisionismo storico e una costruzione normativa spacciata per naturale - sdoganano fascismi vecchi e nuovi e riattivano violenza e oppressione sui soggetti non conformi.

Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.

DENUNCIAMO:

- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;

- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;

- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;

- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;

- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano;

- il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.

MANIFESTIAMO:

- contro ogni integralismo e fondamentalismo,

- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,

- per l’autodeterminazione delle donne,

- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,

- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una materità libera e consapevole,

- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,

- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,

- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico  alla scuola confessionale,

- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,

- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,

- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico,.

NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE ROMA 9 FEBBRAIO 2008

Coordinamento Facciamo Breccia www.facciamobreccia.org    Per info: info@facciamobreccia.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo                Per adesioni: adesioni@facciamobreccia.org

 

 
In occasione della manifestazione NO VAT si svolgeranno in sinergia con Facciamo Breccia i lavori dell'incontro della Rete Internazionale LGBTQ+.
 

23.01.08

NOTIZIE DAL MESSICO a cura del NODO SOLIDALE

Inviato in anticlericalismo | 18:11

Brigata di strada: sesso, rivoluzione e cambiamento sociale La alleanza tra indigeni zapatisti, lavoratrici sessuali e travestiti mostra la potenza del cambiamento sociale in chiave culturale, ancorata nella vita quotidiana. In Messico, uno degli anelli forti del patriarcato e del maschilismo più prepotente, il Subcomandante Marcos ha aperto le porte al dibattito sopra la discriminazione in un tema urticante. Che senso ha, nella logica rivoluzionaria classica, percorrere migliaia di chilometri per riunirsi in un remoto paesino con un pugno di prostitute e travestiti? Che possono apportare tali alleanze per potenziare la "accumulazione di forze", compito principale dei politici professionisti? Sembra evidente che, da uno sguardo ancorato nel rapporto costi-benefici, simile sforzo deve essere condannato come inutile. Tuttavia il Subcomandante Marcos si è impegnato dal gennaio dell'anno passato a realizzare questo tipo di incontri nel segno dell'Altra Campagna e cercando di trovare nuove forme di fare politica. E ciò avviene attraverso spazi lontani dal mondano rumore e con attori che, come gli indios, intendono il cambiamento sociale come affermazione della differenza. La Brigata di Strada di Appoggio alla Donna è un collettivo che è stato capace, negli ultimi 15 anni, di tessere un'ampia rete di lavoro sociale con prostitute e travestiti, denominata Rete Messicana del Lavoro Sessuale. Questo ha implicato superare il ruolo di vittima e convertirsi in soggetti che cercano di essere riconosciuti come lavoratori parificati agli altri e non come esseri "caduti" nel lavoro più antico del mondo a causa dell'ignoranza, della povertà o della sottomissione. Un breve percorso attraverso le sue iniziative rivela la profondità di un lavoro emancipatorio. Educazione, cliniche e preservativi. Una caratteristica differente della Rete è che non vuole dipendere dallo Stato, anche se gli formulano costanti richieste. La Brigata cominciò il suo lavoro 15 anni fa con un gruppo di sociologi dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Il piccolo nucleo iniziale - Elvira Madrid, Jaime Montejo e Rosa Icela - cominciò a tessere una rete che oggi raggiunge 28 stati della federazione. Col tempo scelsero di lavorare in modo orizzontale, però non per motivi ideologici. "Il governo intercettò e corruppe molte coordinatrici statali, una pratica abituale nella cultura di questo Paese, e così abbiamo visto che è meglio che il lavoro sia orizzontale, di carattere assembleario e cercando di non avere rappresentanti", annota Elvira. La rete incoraggiò le donne a formare cooperative per eludere la dipendenza e farsi padrone della propria fonte di guadagno. Affittarono hotel e distribuirono gli introiti fra le socie. I primi furono i travestiti che formarono la cooperativa "Angeli in Cerca della Libertà". "Gli alberghi cooperativi funzionano in vari stati però alcuni fallirono perchè le socie finivano col riprodurre gli stessi meccanismi di comportamento contro i quali si stavano organizzando", commenta Rosa. Però il progetto diamante, il più apprezzato dalle lavoratrici, sono le cliniche. Già sono attive due nel Distretto Federale, sono autogestite e gratuite. Nacquero per colpa della discriminazione e la corruzione degli organismi statali che solo gli consegnavano il permesso corrispondente in cambio di una bustarella. Inoltre, segnala Elvira, "Avevano paura delle analisi perchè poteva significare la perdita dei propri ingressi, dato che quando una ragazza ha l'AIDS alcuni governi statali mettono la sua foto negli alberghi affinché non gli affittino le stanze". Al contrario, nelle cliniche della Rete le analisi sono volontarie e confidenziali, però insistono sempre nell'educazione. "La maggior parte delle lavoratrici sessuali sono analfabete e molte sono indigene. Per questo dedichiamo la maggior parte dei nostri sforzi nella formazione, a tal punto che la maggioranza di quelle che partecipano nella Rete diventino promotrici di salute affinché a loro volta facciano formazioni alla proprie colleghe, che è molto più efficace". Le cliniche, una delle quali situata in pieno centro della città, cioè nella stessa "zona rosa", fanno pap-test, colposcopia e anche elettrochirurgia perchè, come dice Rosa, "in Messico il virus del "papiloma humano" provoca più morti dell'HIV". Mentre gli inefficienti ospedali pubblici tardano fino a due mesi per riceverle e fino a un anno per una chirurgia, nelle cliniche della Rete si ricevono i risultati in una settimana appena. Le prostitute e i travestiti sembrano entusiasti delle "proprie" cliniche, dove spesso portano i loro partner e alcune trascinano anche i propri clienti. "La parte fondamentale del nostro lavoro è il rispetto, non discutiamo perchè si sono infettate ma piuttosto ci concentriamo nell'educarle affinché non le risucceda, affinché non siano pazienti ma anzi siano attive nella cura della propria salute", dice Elvira. L'assistenza si completa con un programma di alimentazione per le donne con scarse risorse o per quelle che per qualsiasi motivo non possono lavorare, un programma di aiuto scolastico per i figli e un altro per far terminare gli studi alle madri. I progetti della Rete si finanziano con il "Mercato sociale del preservativo". I profilattici si vendono a prezzi differenziati secondo le possibilità o gli accordi con il consumatore, e rappresenta l'85% delle entrate della Rete. Non hanno dipendenti e gli unici che ricevono denaro per la propria prestazione sono i medici. "Non siamo d’accordo con il commercio sessuale, però esiste e continuerà ad esistere. E nel frattempo dobbiamo fare qualcosa. Eravamo un gruppo abolizionista però poi abbiamo visto che non si trattava di salvare nessuno ma di lavorare insieme", interviene Jaime. Per quelle che cercano un'alternativa abbiamo creato un'area di progetti produttivi tra i quali risaltano artigianato, produzione e vendita di vestiti e sexy shop. Alcuni progetti sono risultati non praticabili, però con la collaborazione delle famiglie, hanno ottenuto che due terzi delle iniziative rimangono in piedi. Un manuale nella Selva Nel 2004 i membri della Brigata di Strada si misero in contatto con il "Collettivo Salute per Tutti e Tutte", studenti universitari che coordina i progetti di salute nei municipi autonomi zapatisti in Chiapas. Per due anni hanno lavorato con un gruppo di promotori di salute delle comunità, indigeni designati dal proprio villaggio per specializzarsi nell'assistenza sanitaria. "Uno dei primi obbiettivi fu rompere la paura alla supposta resistenza culturale sul tema degli anticoncezionali, dei diritti sessuali e delle malattie sessualmente trasmettibili", raccontano. Durante queste riunioni e questi workshop decisero i temi che successivamente abbordarono nell'elaborazione di un manuale dal nome lungo e denso: L'Altra Campagna della Salute Sessuale e Riproduttiva per la Resistenza Indigena e Contadina in Messico. Nel corso di 270 pagine, questo testo corredato di illustrazione e destinato al lavoro con donne indigene, si ripercorrono temi abituali di anatomia e fisiologia degli organi riproduttivi, uso degli anticoncezionali, gravidanza, malattie sessualmente trasmettibili e altre malattie. E parlano anche di aborto, anche se i catechisti lo condannano. "Samuel Ruiz, un vescovo e un uomo molto vicino agli indigeni, quando gli zapatisti depenalizzarono l'aborto, percorse le comunità dicendo che era un crimine", ricorda Jaime. Però ci sono anche schede imbevute di diverse corrente della medicina alternativa. Una di queste è dedicata alla "autonomia corporale delle donne", che passa attraverso l'educazione per prevenire le malattie, scegliere quanti figli tenere e godere della sessualità (un tema quasi tabù tra le indigene). L'autonomia del corpo prevede, secondo questo manuale, l'esplorazione dei sensi, la connessione con il linguaggio corporale e le differenti reazioni del corpo nelle situazioni estreme. Esplorazioni che passano per massaggi collettivi e automassaggi estremamente vincolati a una concezione olistica della salute e della guarigione. L'elaborazione di questo manuale dovette vincere non poche resistenze. Per quanto riguarda la pianificazione familiare apparvero tre distinti modelli, vincolati a esperienze concrete della comunità: gli schemi governativi di pianificazione familiare, di carattere repressivo e autoritario; il divieto religioso degli anticoncezionali; e "l'atteggiamento guerriglierista di popolare la terra con ogni figlio guerrigliero". Da tre prospettive differenti, le tre visioni passarono al di sopra della volontà delle donne. Il manuale è adesso utilizzato da centinaia di promotori che lavorano nelle decine di cliniche costruite dagli zapatisti, in più di dieci anni, nelle mille comunità che li appoggiano. Contrariamente a quanto pensava all'inizio del suo lavoro, raccontano Elvira e Rosa, le donne delle comunità della Selva Lacandona erano avide di anticoncezionali. E poco a poco si aprono altri temi. "Noi sviluppiamo la promozione della salute sessuale e riproduttiva come una pratica di libertà e non come una imposizione o un divieto". Per questo lavoriamo per il rispetto delle persone omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender. Non è facile, pero si cominciano a vedere coppie di ragazzi camminare mano nella mano nella propria comunità. O donne che decidono di divorziare, quando prima dello zapatismo erano i genitori quelli che sceglievano il marito. Questo è un cambiamento sociale, e che cambiamento!" Possono i travestiti cambiare il mondo? E gli indio? Un secolo e mezzo fa uno dei fondatori del cosiddetto "socialismo scientifico", che in realtà era un romantico imperterrito, scrisse che i proletari potevano cambiare il mondo perchè non avevano niente da perdere "salvo che le proprie catene". Oggi gli eredi di quei proletari si mostrano restii a perdere privilegi come il lavoro fisso e la pensione, rifiutano di pagare le tasse e fanno scioperi per evitare che gli impongano una tassa sopra l'affitto. In questo senso proprio Marcos "da una pista" nell'epilogo del manuale, mettendo a nudo come l'alleanza tra salute e sesso è uno dei nuclei duri del controllo sociale. "Il capitalismo converte la salute in merce e gli amministratori di questa salute, medici, infermieri, infermiere, e tutto l'apparato di ricovero o di distribuzione della salute si converte in una specie di “caporale” di questo affare e converte, di fatto, il paziente in un cliente al quale bisogna sottrargli più denaro possibile senza che questo implica necessariamente che otterrà più salute". Non sembra casuale che, in questo cammino per rompere dipendenze, gli zapatisti si siano incrociati nel terreno della salute con le prostitute e i travestiti organizzati, gruppi che si sono trovati forzai a prendere nelle proprie mani il controllo della salute. Visti così, gli uni e le altre appartengono alla categoria dei "vuoti a perdere", che solo hanno catene, materiali e simboliche, da perdere. _______________________________________________ Nodo_solidale

10.01.08

17/01/2008 - Roma: in laica frocessione!

Inviato in Generale | 04:50

Il 17 gennaio Joseph Ratzinger è stato invitato come ospite d’onore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università “la Sapienza” di Roma. Facciamo Breccia ritiene che tale scelta delle autorità accademiche legittimi ulteriormente l’invasione clericale in tutti gli ambiti della vita pubblica italiana, in particolare in quello dell’istruzione e formazione così come nella sanità, già fortemente presi di mira dal monarca vaticano.

Partecipiamo con una Layca Frocessione, per denunciare questa operazione ideologica che ha già un grave precedente nella “lectio magistralis” sui rapporti tra fede e ragione tenuta da Ratzinger all’università di Ratisbona.

 

 Scarica il comunicato di Facciamo Breccia  Scarica il comunicato dei collettivi

 

18.12.07

LIBRETTO DONNA FILOMENA+CENTRI ANTIVIOLENZA ROMA

Inviato in Generale | 18:35

LINK DEL LIBRETTO DEL GRUPPO DI AUTODIFESA DONNAFILOMENA

http://www.tmcrew.org /laurentinokkupato/infoshop/donnafilomena.pdf  Anteprima

 

CENTRO DONNA L.I.S.A. 

Via Rosina Anselmi 41/42 –

 Tel. 06/87141661 - 5811473 - Fax 06/87230457 

 donneingenere@tiscalinet.it ;

 www.centrodonnalisa.it 

 

CENTRO ANTIVIOLENZA 

Associazione Differenza Donna 

Viale di Villa Pamphili, 86/B

 Tel. 06/5810926 - 5811473 - Fax 06/5811473

 

 DIFFERENZA DONNA

 VIA TRE CANNELLE, 15

06 6780537

d.donna@fashnet.it

 

 CENTRO ANTIVIOLENZA COMUNALE ROMA DIFFERENZA DONNA

 VIA DI TORRESPACCATA, 157

 06 23269049 06 23269079 06 23269053

c.comun@differenzadonna.it

 

CENTRO ANTIVIOLENZA PROVINCIALE ROMA DIFFERENZA DONNA

c.prov@differenzadonna.it

 

TELEFONO ROSA 

Via Tor di Nona, 43 - 00100 ROMA Tel. 06/6832690 - 6832820 

Viale Mazzini, 73 - 00195 ROMA Tel. 06/37518261 06/37518262 fax 06/37518289

 e mail telefonorosa@libero.it  

 

CENTRO "MAREE" DONNE IN DIFFICOLTA'

 VIA  MONTE  DELLE  CAPRE,23
06 6535499   06 65793182 06 65793567

centromaree1@virgilio.it

 

CENTRO "PERFETTTO MIGLIORABILE" SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI TRATTA

 VIA MONTE DELLE CAPRE, 23

 

066570473



CENTRO ANTIVIOLENZA COMUNE DI ROMA

 cecomant@tiscali.it

 

 

18.12.07

lista consutori di Roma

Inviato in Generale | 10:29

MUNICIPI
RECAPITI
Via S. Martino della Battaglia, 16 - 06/77305515  
Ex Via Arco del Monte c/o Ospedale Scarpetta (Lungotevere di fronte all'Isola Tiberina) - Ginecologia: 06/77306027
Via Garigliano, 55 – 06/8559976  
Via Salaria, 190 – 06/8559976
Via Boemondo, 21 - 06/44244991 - 06/84483405 
Largo degli Osci, 22 - 06/4453694
Via Dina Galli, 3 - 06/87284645 - 646 - 642 - 639 
Largo Rovani, 5 - 06/87284846 - 808 - 847 - 848 
Via Farulli, 6 - 06/8816840 - 06/8812030
Via S. Benedetto del Tronto, 9 - 06/4102780 
Via di Pietralata, 497 - 06/41730066 
Via Ruberia, 2 – 06/4190147
Via dei Condottieri, 34 - 06/2757140 
Via Herbert Spencer, 282 - 06/2155143 
Via Casilina, 711 - 06/2428025
P.zza dei Mirti, 45 - 06/41435870 
Via Resede, 1 - 06/2410300 
Via Manfredonia, 43 - 06/2598972 
Via di Tor Cervara, 307 - 06/2283683
Via delle Canapiglie, 88 - 06/266282 
Via di Torrenova, 20 - 06/2013901
Via C. Denina, 7 - 06/7821459 
Via Iberia, 75 - 06/7002799 
Via Monza, 2 - 06/51006518
10°
Via Gasperina, 308 - 06/7235665 
Via dei Levii, 10 - 06/7615549 
Viale B. Rizzieri, 226 - 06/41434012 
Via della Stazione di Ciampino  31 – 06/4143102
11°
Via Montuori, 5 - 06/5120017
12°
Via N. Stame, 162 - 06/50795660 
Adolescenti: Via N. Stame, 135 - 06/5074083 
Via Ignazio Silone  –06/509999202
13°
Lungomare Paolo Toscanelli, 232 - 06/56483024 
Via del Poggio di Acilia, 62 - 06/52360379
(Fiumicino)
Maccarese: Via Castel S. Giorgio, 225 - 06/6679195
15°
Via della Magliana, 256 - 06/5500493 
Via Brugnato 2 - 06/65743902 
L.go Quadrelli 5 - 06/6551681
16°
Via B. Avanzini, 39 - 06/66156315 
Via della Consolata, 52 - 06/66157291 
Via Colautti, 28/30 - 06/588854131 
Via Belfanti 76/a - 06/66180757
17°
Via Angelo Emo, 13 - 06/68354406 
Adolescenti: Via Angelo Emo, 11 - 06/68354406
18°
Via Cornelia, 114 - 06/6240352 
Via Silveri, 8 - 06/633714
19°
Via Gasparri, 21 - 06/68354203 
Piazza S. Maria della Pietà, 5 - 06/68352856 
Via Nerviano, 43 - 06/3096390
20°
Via S. Godenzo, 204 - 06/68354310 
Cesano: Via G. Miotto - 06/3038739

15.12.07

MANIFESTAZIONE No Vat 2008 – 9 febbraio - Roma

Inviato in Generale | 06:26

 
   Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – Pride e manifestazione Contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica. Alla violenza di genere come strumento di controllo sociale su donne, lesbiche, gay e trans dentro e fuori la sfera domestica, corrisponde l'abbattimento dello stato sociale e l'uso della famiglia come ammortizzatore. L'alleanza fra politica istituzionale e Vaticano, consente, infatti, la progressiva sostituzione del welfare con ideologici modelli familisti e con politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza e legittimano campagne persecutorie e razziste. Le gerarchie vaticane e le istituzioni neoliberiste trovano un fertile territorio di alleanza nel processo di revisionismo storico e nello sdoganamenti di fascismi vecchi e nuovi. Una costruzione normativa spacciata per naturale, che riattiva sui soggetti non conformi vecchie forme di violenza ed oppressione. Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.

DENUNCIAMO

- il pericoloso rafforzamento dell'alleanza fra chiesa cattolica e politica istituzionale, mirata a rafforzare le politiche familiste, securitarie e proibizioniste, ad abbattere lo stato sociale, a negare l'autodeterminazione dei soggetti e a mercificare i diritti di cittadinanza;

- il processo di revisionismo storico che mira al disconoscimento della resistenza e dell'antifascismo, avallato anche dal Vaticano, attraverso la trasformazione degli aguzzini fascisti e franchisti in martiri, e la rilettura ideologica della storia recente e passata evidente nell'ultima enciclica;

- gli attacchi all'autodeterminazione e ai percorsi di liberazione attraverso un progetto politico di istigazione all'odio che alimenta fobie, discriminazioni e squadrismi;

- la criminalizzazione dei discorsi e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano e il crescente restringimento degli spazi di laicità ;

- la politica di governo e opposizione nel difendere a oltranza i privilegi economici del Vaticano;

- il progressivo ampliamento a livello planetario del progetto di egemonia vaticana mediante l'alleanza col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.

MANIFESTIAMO

- contro ogni integralismo e ogni fondamentalismo;

- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti;

- per l'eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano;

- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita; - per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay;

- per l'autodeterminazione delle donne;

- per la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita;

- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale;

- per il mantenimento e la laicità del sistema sanitario pubblico; - per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti;

- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivati (esenzione ICI, otto per mille).

www.facciamobreccia.org _________________________________________