20.03.08

Stop Transphobia

Inviato in saperi | 18:51

Portugal
Transphobia kills again: international call for
action!

Two years after the brutal murder of Gisberta, in
Oporto , another transsexual woman was murdered and
her body placed in a rubble dumpster in the Lisbon
area last month.

 

Other crimes followed, shocking the country. However,
the surge of violence cannot hide neither the victims
nor the nature of these crimes. This is the case of
Luna, 42, partially deaf, of Brazilian origin, for
many years resident and worker in Portugal ,
prostitute at Conde de Redondo area (in Lisbon ).

 

Two years after Gisberta, transsexual people are still
targets for hatred and violence based on prejudice and
ignorance. The crime is under investigation and under
justice secret, so we know very few about its
circumstances or about its motivation; we hope the
investigation undertaken by the Police can provide
answers. (Continua)

14.03.08

Torneo calci8 femminile- domenica 16 marzo

Inviato in Appuntamenti | 13:45

 DOMENICA 16 MARZO
ORE 15 TORNEO A CALCIOTTO FEMMINILE
ORE 20 CENA A SOSTEGNO DELLA CAROVANA SPORT SOTTO L'ASSEDIO
IN PARTENZA PER LA PALESTINA
@ACROBAX- EX.CINODROMO DELLA CAPITALE VIA VASCA NAVALE 6 
x info shereds@inventati.org 
http://www.polisportivaallreds.org
http://www.sportsottoassedio.it/
http://www.acrobax.org/joomla/ 

12.03.08

Bologna:fuori i nostri corpi dal vostro controllo

Inviato in Generale | 22:08

dal sito Global Project

Boicotta chi decide per Te!
Venerdì 7 marzo 2008 17:20 Bologna - Sanzionata la farmacia Sant’Antonio di via Massarenti

Guarda il contributo video dell’iniziativa davanti alla Farmacia Sant’Antonio di via Massarenti, Bologna.


Questo pomeriggio una cinquantina di donne e uomini hanno denunciato pubblicamente la farmacia S. Antonio in Via Massarenti a Bologna, perché non vende la pillola del giorno dopo. Con un’azione simbolica hanno rovesciato del polistirolo a forma di pillole all’ingresso della farmacia e hanno esposto un striscione dove c’era scritto “Fuori i nostri corpi dal vostro controllo” , mentre venivano distribuiti alcuni volantini e applicate alle vetrate della farmacia degli adesivi che dicevano "
Boicotta chi decide per Te!". Da segnalare la reazione violenta del responsabile della farmacia che è uscito urlando, insultando i manifestanti e scagliandosi contro una ragazza, cercando di strapparle il megafono.


Durante l’azione è stata lanciata una campagna di boicottaggio contro tutte le farmacie che non vendono la pillola del giorno dopo. Sono infatti tanti i farmacisti in Italia che con subdoli e falsi pretesti si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo appellandosi al diritto di esercitare l’obiezione di coscienza, violano un obbligo professionale senza alcuna legittimità a farlo.

Voci
-  Fotogallery
Leggi il volantino


La chiesa difende gli obiettori
"Terrorismo contro i Farmacisti"

Lunedì 10 marzo 2008

La polemica. L’Arcidiocesi bolognese in un editoriale su Avvenire accusa i manifestanti dei centri sociali.

L’ordine aveva avvisato:«Non venderela pillola del giorno dopo è un reato penale»


■ La chiesa bolognese “scomunica” i militanti del Tpo che venerdì hanno protestato contro i farmacisti obiettori, sulla vendita della
“pillola del giorno dopo”, e dedica loro un aggressivo editoriale sulla prima pagina di Bologna Sette, il supplemento bolognese del quotidiano Avvenire, organo dei vescovi italiani.
 (Continua)

12.03.08

PARMA:QUEI BRAVI CITTADINI IN CAMICIA VERDE

Inviato in no alla violenza di genere | 14:27

comunicato stampa in merito all’aggressione perpetrata dai leghisti ai danni delle donne della Rete delle Donne di Parma.

Sabato 8 marzo, sul ponte di mezzo, la Rete, eterogenea ed
 autorganizzata, delle donne di Parma, ha indetto un presidio per la giornata della
 festa della donna. Il nostro intento non era quello di celebrare la
 giornata come semplice ricorrenza con le solite mimose, ma di rivedere la
 figura femminile all’interno della società e in relazione alla sua vita
 quotidiana. Ci riferiamo al modo in cui la donna sempre più
 frequentemente viene vista o come vittima di abusi sessuali o come carnefice
 della propria prole.

E in entrambi i casi il modo in cui le istituzioni rispondono si
 concretizza in un controllo sempre maggiore delle libertà individuali e
 collettive (attacco alla legge 194, proposta di microchip tascabili in
 collegamento diretto con la questura, telecamere).

Per condividere tali discorsi con tutta la città, ci siamo dirette
 verso piazza Garibaldi. Percorrendo via Mazzini siamo state accolte da
 militanti della Lega Nord che, “decorati” da celtiche e svastiche, ci hanno
 sarcasticamente applaudito, e poi insultato e minacciato con gesti
 volgari e intimidatori e, testuali parole: “venite qua, che vi
 violentiamo”, “troie”.

Ancora una volta alcuni organi della stampa cittadina pubblicano
 informazioni non rispondenti alla realtà, che fanno passare gli aggressori
 per vittime, ribaltando gli avvenimenti.

Chi regala violette alle donne per l’otto marzo e si dipinge come
 protettore per mezzo di ronde per la sicurezza è lo stesso che incita alla
 violenza sessista e all’intolleranza di qualsiasi genere.

Alcune fra le donne che hanno partecipato al presidio

11.03.08

LIBRETTO DELLA MEMORIA IN RICORDO DI MARINELLA di MAFL

Inviato in no alla violenza di genere | 13:02

 
IL LIBRETTO DELLA  MEMORIA, IN RICORDO  DI MARINELLA E' STATO REALIZZATO DAL MARTEDì AUTOGESTITO DA FEMMINISTE E LESBICHE DI RADIO ONDA ROSSA 87.9FM                         SOLIDARIETA' AUTODIFESA CONTRATTACCO.

  LA MEMORIA E' UN INGRANAGGIO COLLETTIVO. AFFINCHE'  QUESTO INGRANAGGIO NON SI FERMI, PUBBLICHIAMO QUESTO LAVORO PER DARE LA POSSIBILITA' A TUTTE,   DI INFORMARSI SU QUAL'E' STATA LA VICENDA DI MARINELLA.  NON DOBBIAMO MAI DIMENTICARE  l' importanza della costruzione della memoria delle donne.

MARIA CARLA TE LO GIURIAMO IL TUO STUPRO NON LO DIMENTICHIAMO.

NON C'E' ANTIFASCISMO SENZA ANTISESSISMO.

In memoria di Marinella

Roma.
Verso l'una della notte del 6 marzo 1988, il brigadiere dei CC Sigismondo Fragassi in compagnia di due amici, il dr. Giampiero Pedone e il sig. Tarani, transitava in Piazza dei Massimi.
Seminascosti da una Fiat Panda parcheggiata in un angolo buio, curvi, gomito a gomito, contro il muro di uno stabile, tre giovani davano le spalle alla piazza.
Insospettito, il brigadiere scende e s'avvicina.
«… aiutato dai miei amici bloccavo i tre giovani». Prima ne afferra uno, poi un altro, costringendoli ad uscire dalla strettoia tra la Panda e il muro dove si erano infilati e solo allora vede le loro nudità, nota il sangue che li macchia e scorge la ragazza  «semisdraiata a terra, insanguinata, piangente e semi nuda».
Quella ragazza è Marinella.

Nei mesi di novembre e dicembre 2007 il Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche  di Radio Onda Rossa ha condotto un ciclo di trasmissioni dedicate alle strategie delle donne contro la violenza.

La trasmissione dedicata a Marinella è la trasmissione sulla memoria.
La memoria ci aiuta a costruire una nostra storia, a tessere le nostre genealogie e a scegliere le nostre relazioni, ad agire consapevolmente nel nostro contesto.
La nostra storia ci dà forza.
                           
                           
Il motore che ci ha spinte a raccontare, in radio prima e in questo libricino poi, è stato il persistere nel presente di una modalità di connivenza con gli stupratori che avviene non solo colpevolizzando la vittima di stupro, sostenendo pubblicamente gli stupratori o rendendosi complici col silenzio, ma anche subordinando la lotta contro la violenza sulle donne ad altre istanze considerate politicamente “prioritarie”.

Ribadiamo ancora una volta che non c’è progettualità politica senza una radicale trasformazione delle relazioni, che non c’è antifascismo senza antisessismo.


Dalla trasmissione del Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche (18.12.2007)

È su questo che lavoreremo oggi, sull’importanza della costruzione della memoria delle donne, sull’importanza delle mobilitazioni delle donne durante le vicende di Marinella, ma anche su come, quando le donne presero una posizione forte contro le connivenze nei confronti degli stupratori, questo generò una rottura e una lacerazione fortissima con molte parti del movimento, per le quali il discorso sulla violenza contro le donne era comunque subordinato alla lotta di classe e all’antifascismo. Poiché questi discorsi ci sembrano quanto mai attuali, diamo il via alla nostra trasmissione.

Innanzitutto vogliamo dirvi come abbiamo costruito la trasmissione: ci siamo rivolte alle compagne femministe e abbiamo chiesto loro di aiutarci nella costruzione di questo passato prossimo.

Parliamo infatti di una memoria dolorosa da ricostruire, ma necessaria; per questo  ringraziamo le nostre compagne per essersi messe in gioco ancora una volta.

Per tutto quello che vi diremo riguardo i fatti e il processo di Marinella, abbiamo utilizzato “Marinella, storia di una violenza, storia di un’ ingiustizia” edito dall’Associazione per l’Informazione Il Paese delle Donne che venne redatto subito dopo la morte di Marinella e che raccoglie tutti i documenti della vicenda, le testimonianze di Marinella e delle persone che le sono state vicine e tutto quello che una rete estesa di donne mise in atto in quelle circostanze per sostenerla.
                                     (Continua)

10.03.08

Estratto dal film Persepolis di Marjane Satrapi

Inviato in Generale | 15:57

06.03.08

L'OTTO M'ARZO e M'ARIVORTO.corteo 7 marzo 2008

Inviato in Appuntamenti | 00:13

ROMA 7 MARZO 2008
CORTEO DI FEMMINISTE E LESBICHE
CORTEO DI DONNE PER LE DONNE
H18:30
partenza P.ZZA NAVONA
arrivo  P.ZZA S. MARIA IN TRASTEVERE 
  

04.03.08

CORTEO DEL 7 MARZO 2008 da PIAZZA NAVONA –ore 18.30 TRA LA FESTA IL RITO IL SILENZIO…SCEGLIAMO LA LOTTA!!!

Inviato in Appuntamenti | 12:03

 
Le femministe e le lesbiche hanno memoria. 

 



Marinella, Maria Carla Cammarata, era una giovane donna che il 7 marzo 1988 venne stuprata da 3 uomini, vicino Piazza Navona. Il movimento delle donne fece propria la sua battaglia e la accompagnò lungo tutto il percorso legale che seguì lo stupro. Alla fine del secondo processo gli stupratori vennero lasciati a piede libero e poco tempo dopo Marinella si lasciò morire di polmonite.  

 
Oggi come ieri, siamo in piazza per denunciare ancora una volta la violenza maschile sulle donne e le lesbiche.

L’abbiamo già detto in 150.000 il 24 novembre scorso e in migliaia il 14 febbraio.
Abbiamo ripreso la parola senza delegare ad alcuna parte politica l’espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche.
 
Anche oggi non rinunciamo alla nostra autorappresentazione e autonomia, scegliendo di essere in piazza con un corteo autorganizzato da femministe e lesbiche.

Non parteciperemo alla manifestazione indetta dai tre sindacati, che legittimano politiche esclusivamente familiste volte a rinchiudere la donna nel ruolo di moglie e madre e  a imporre l'eterosessualità come unica scelta. Leggiamo inoltre nella loro convocazione un tentativo di scavalcare, delegittimandola, la decisione presa dalle donne, all’assemblea nazionale del 12 gennaio, di autorganizzare un 8 marzo in ogni città.
Non permettiamo che qualcuno parli al nostro posto!

Gridiamo contro la violenza maschile, tra cui quella istituzionale che dibatte e legifera sopra i nostri corpi.
Diciamo basta a chi strumentalizza l’aborto e la procreazione per produrre consensi e per fare campagna elettorale.

Rivendichiamo il nostro diritto di scegliere, amare, decidere liberamente, contro l’eterosessualità e la maternità come scelte obbligate.
Non indietreggiamo di fronte agli attacchi contro la nostra libertà e autodeterminazione.

Tutte insieme, nessun passo indietro!

Invitiamo tutte le donne, le femministe e le lesbiche a sommuoversi insieme al
CORTEO DEL 7 MARZO 2008 da PIAZZA NAVONA –ore 18.30 

  ASSEMBLEA ROMANA DI LESBICHE E FEMMINISTE

03.03.08

Presidio davanti alla Corte di Cassazione. LA VOSTRA DENUNCIA E' LA NOSTRA DENUNCIA!

Inviato in Appuntamenti | 17:21

Mercoledì 5 Marzo 2008 dalle ore 10.00 alle 14.00
 
 PRESIDIO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE PIAZZA CAVOUR
PER OGNI DONNA OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA
ELVIRA, SILVIA: LA VOSTRA DENUNCIA E' LA NOSTRA DENUNCIA



Esprimiamo tutta la nostra SOLIDARIETÀ alle donne che con coraggio e autodeterminazione hanno denunciato la violenza agita sui loro corpi da un uomo, Demetrio Altobelli, che le ha stuprate dopo averle narcotizzate.
 
CHI È LO STUPRATORE? Un immigrato, deviato, malato, povero, non istruito? No, Demetrio Altobelli è un medico anestesista di 39 anni che, all'epoca dei fatti nel 2003, era in servizio all'ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. Ancora oggi continua ad esercitare la professione presso cliniche private.

 
E' UN UOMO come tanti, troppi. Perché la violenza maschile affonda le sue radici nella cultura che considera il corpo femminile un terreno di conquista e di sopraffazione, di cui impossessarsi con ogni mezzo.
 

NON CI STIAMO
Denunciamo l'omertà e la complicità delle istituzioni sociali e politiche, dei massmedia e di tutti coloro che con arroganza e falsa indignazione, legittimano pacchetti sicurezza  negando la responsabilità maschile della violenza contro le donne.
 
ELVIRA, SILVIA: LA VOSTRA DENUNCIA E' LA NOSTRA DENUNCIA
PER OGNI DONNA OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA

 

03.03.08

Bologna:promuovevano presidio antistupro.Fermate e identificate dalla polizia.

Inviato in no alla violenza di genere | 17:00

Il 4 marzo c'e' un presidio sotto il tribunale di Bologna, Piazza Trento Trieste alle 9.30, in solidarietà a Mara, violentata al Parco Nord il 26 agosto 2006. Segue il comunicato delle Compagne Quelle che non ci stanno,  fermate  ed identificate per aver volantinato il presidio. Esprimiamo solidarieta'  e sorellanza alle compagne colpite dalla  violenza e repressione.  (Continua)

27.02.08

Tutti i Materiali della Flat

Inviato in Generale | 16:21

E' possibile trovare sul blog FLAT l' ELENCO DELLE PROPOSTE emerse dalla 2 giorni , le RELAZIONI FINALI e i  MATERIALI CONDIVISI  dei tavoli                                                                               

 

   
 
 

26.02.08

Kit Adotta un Consultorio

Inviato in Generale | 17:39

 L' atelierbetty ha messo a disposizione di tutte il kit adotta il consultorio.....utilizziamolo il più possibile!!


Ecco qui a grande richiesta il kit di "Adotta un consultorio".
Per ora potete scaricare le pupette realizzate dalle comunicattive, a breve pubblicheremo anche le altre.

FASE 1
Scaricate lo zip con la cartella che contiene i pdf delle pupotte e il pdf dei baloon.


Baloon: balloon.pdf


Pupette Comunicattive: PUPOTTE.zip

 (Continua)

25.02.08

8 MARZO Tra la festa il rito e il silenzio scegliamo la lotta! 0+

Inviato in Generale | 18:00

Il 23 e 24 febbraio in più di 400, femministe e lesbiche, ci siamo incontrate a Roma per dare un seguito al percorso nazionale iniziato con la manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne. Due giorni in cui i nostri desideri, le nostre differenze e le nostre idee ed elaborazioni politiche si sono incontrate per dare sostanza all'affermazione della nostra autodeterminazione.

Abbiamo discusso insieme delle strategie di resistenza e trasformazione del mondo che abitiamo e delle pratiche che intendiamo agire per fermare la violenza maschile che si manifesta in varie forme: quella che avviene in famiglia, quella delle istituzioni e delle leggi che espropriano e controllano i nostri corpi, del sistema economico che precarizza le nostre esistenze, della cultura e della formazione che ci educa alla passività  e alla subalternità , dell'eterosistema che costringe i nostri desideri e le nostre relazioni all'interno del modello unico dell'eterosessualità .

Abbiamo discusso di spazio pubblico, della sua presunta neutralità  e della necessità  di riappropriarci di tutti gli spazi con la nostra pratica collettiva e autodeterminata.

Abbiamo parlato dell'accesso e della riappropriazione da parte delle donne delle tecnologia e dei mezzi di comunicazione tramite l'utilizzo del free-software, nei differenti media.

Abbiamo parlato di razzismo, cercando di partire da noi per esplorare la complessità del rapporto con l'altra, anche alla luce dei nostri privilegi, sottolineando che non possiamo dirci autodeterminate se a tutte, e quindi anche alle donne migranti, non vengono garantiti quei diritti che rivendichiamo e riteniamo minimi per la nostra esistenza.

Il sommovimento femminista e lesbico ha espresso la necessità di altri momenti di confronto e discussione, nonchè di proseguire la lotta facendo vivere le nostre elaborazioni negli prossimi appuntamenti che verranno costruiti:

- un presidio il 4 marzo sotto il Tribunale di Bologna per un  processo per stupro;
- un presidio il 5 marzo sotto la sede della Corte di cassazione a  Roma
per solidarietà alle donne che hanno denunciato per stupro un medico
anestesista;
- presidio il 18 marzo a Perugia, sotto il tribunale dove si terrà l'udienza preliminare per l'uccisione di Barbara Cicioni da parte del marito;
- una manifestazione nazionale a maggio in una città del sud contro la violenza maschile nelle sue varie forme;
- due giorni di discussione nazionale forse nel mese di giugno;
- una campagna nazionale per l'autodeterminazione e la libertà delle donne e delle lesbiche che si articolerà attraverso le proposte discusse dai vari gruppi  tematici;
- un 8 marzo autorganizzato da femministe e le lesbiche a livello territoriale che rilanci la lotta per l'autodeterminazione, manifestando con lo striscione comune: «Tra la festa, il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta!».

L'assemblea ritiene necessario che femministe e lesbiche producano conflitto in piena autonomia e in modo autodeterminato.

Esprimiamo un forte e chiaro no alla strumentalizzazione a fini elettorali dell'8 marzo da parte di cgil cisl e uil, organizzazioni che sostengono politiche familiste e di controllo sui corpi e a cui non deleghiamo l'espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche politiche.

Assemblea nazionale di femministe e lesbiche

Roma, 24 febbraio 2008

http://flat.noblogs.org/

25.02.08

Flat: Femministe e lesbiche a confronto

Inviato in Generale | 15:07

scritto da Angela Ammirati

da Delt@: il tuo genere di informazione

0+0+0+0+0+0+0+

(Roma) No a compromessi e frasi di convenienza, no a lectio magistralis e a discussioni orizzontali, l’esperienza del sé e della  relazione, sono queste le modalità insostituibili che differenziano un’assemblea femminista dai  luoghi deputati alla politica ufficiale o da congressi indetti dalle segreterie di partito dove la “questione femminile” è spesso e volentieri relegata ai margini dell’agenda politica o se si è fortunate afferisce alla nobil causa della pari opportunità.

 Cosi in un fine settimana di febbraio, dal clima estivo e vacanziero, Roma diviene il luogo dove Sessismo, Violenza e Autodeterminazione, temi propri della politica femminista si materializzano  in corpi e in voci che riflettano, che contestano che si indignano di fronte all’attacco non solo più  mediatico ma, dopo l’episodio napoletano, ormai anche agito alla libertà e alla soggettività delle donne. L'autodeterminazione, come spazio di auto-nomia dei corpi non solo delle donne ma di tutte le diverse sessualità, libertà per tutti gli infiniti generi, il riconoscimento di modelli alternativi al paradigma eterosessista della famiglia è la sostanza delle discussioni della due giorni femminista di sabato e domenica scorsi, ospitata dalla casa Internazionale delle donne e dall’università Valdese di Roma, dove femministe e lesbiche si sono ritrovate autogestendosi in tavoli di lavoro per pensare alla costruzione di un percorso politico e autonomo di denuncia e critica permanente ad una società mortificata ancora da forme e pratiche patriarcali e di riappropriazione  di linguaggi, simboli, riflessioni, che negli ultimi due decenni sono rimasti incrostati e imprigionati  da una politica femminista addomesticata che ha smesso di riversarsi nelle piazze, nei luoghi  pubblici, atrofizzandosi in meccanismi  autoreferenziali e da una mancanza di trasmissione dei saperi.

Ma il femminismo, forse- come scriveva qualche tempo fa Ida Dominijanni - non è solo una questione di eredità, non vive solo di trasmissione ma di scommesse, non si nutre solo di continuità ma anche e soprattutto di differenze. E’ forse le trecento donne e lesbiche provenienti  da tutte Italia questa scommessa l’hanno vinta almeno nel desiderio di politica e di un rapporto di continuità con le femministe storiche. Il rifiuto di ridurre l'aborto ad un diritto; la consapevolezza del carattere compromissorio della 194, frutto di una cultura patriarcale e di mediazione tra componenti laiche e cattoliche degli schieramenti politici; la necessità che l'aborto sia semplicemente depenalizzato; l'autocoscienza che l’aborto investe anche il tema dell’etica della differenza sessuale e della sessualità maschile, inviolabile e deresponsabilizzata, irrompe nuovamente sul tavolo di lavoro sull’ Autodetrminazione come segno di continuità con il passato.

Trasversali a tutti i tavoli la violenza; da quella  economica a quella domestica, da quella perpetrata sulla parola e sul pensiero delle donne a quella compiuta dai “media mainstreaming”,  dove si consuma l’oggettivazione del corpo della donna e dove non sono riconosciute soggettività altre.  Esclusa da logica discriminante non è nemmeno  il mondo It e accanto al digital divide compare il gender divide- dicono le femministe del tavolo comunicazione - è divario di genere che esprime  un disequilibrio tra uomini e donne nell'accesso alle nuove tecnologie avanzate, monopolio esclusivo dell’ universo maschile. La struttura stessa della macchina informatica-comunicativa - è realizzata " quasi ad immagine e somiglianza" della mente dell’uomo bianco occidentale.

La freesoftware, insieme di applicativi liberi di essere scambiati e distribuiti, può diventare, dunque, uno strumento che contrasta la struttura gerarchica della comunità informatiche e un mezzo di libertà delle donne, dove creare nuovi linguaggi e sperimentare nuove forme di comunicazione. La decostruzione dei rapporti di potere tra i sessi non può prescindere dalla formazione e dalla scuola, riflesso di un pensiero occidentale che ha espunto il corpo e le relazioni connotandoli come debolezza e inferiorità. L’educazione sessuale, la valorizzazione dei saperi femministi hanno costituito il nucleo centrale del tavolo n. 5 sul Sessimo.

 Un quadro positivo e propositivo animato  soprattutto dalla giovani e giovanissimi è emerso dalla giornata conclusiva di ieri in cui sono state presentate le relazioni di ciascun gruppo di lavoro e proposte su scadenze e azioni politiche permanenti da sostenere localmente in ogni città.  Nello specifico tra gli impegni presi quelli di continui sit - in di denuncia e di protesta,  snobbare la manifestazione del 8 marzo indetta dai sindacati, per realizzarne un Flat nel mese di maggio, evitando strumentalizzazioni ed ennesime passerelle istituzionali e infine la  proposta di obiezione all’obiezione di coscienza sulla 194. Il femminismo - questa la proposta conclusiva che racchiude l’anima della due giorni - Flat - non deve arroccarsi su posizioni di difesa delle conquiste ottenute o di risposte a provocazioni e campagne strumentali ma deve ritornare ad aggredire la società in tutti i suoi ambiti, scardinare tutto il sistema eterosessista

Per informazioni dettagliate sul programma e sulle relazione dei tavoli consultare il sito 

19.02.08

In fiamme il circolo gay di Anna Maria Liguori da la Repubblica

Inviato in Generale | 19:01

Hanno buttato un panno imbevuto di un liquido incendiario nella cassetta delle lettere ed il fuoco è divampato nel giro di pochi minuti all´interno del locale: ieri mattina, all´apertura del "Coming Out" in via San Giovanni in Laterano a Roma, nota come la "gay street di Roma", le tre proprietarie hanno trovato la vetrina distrutta, tutto l´impianto elettrico inservibile e alcune parti dell´arredo andate in fiamme.

L´incendio, di natura dolosa, è scoppiato intorno alle tre del mattino di lunedì. Il locale è stato più volte preso di mira perché è frequentato da omosessuali e lesbiche. I rilievi sono stati fatti dalla polizia che sta cercando d´identificare gli autori del gesto.

Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato ai gestori del locale un messaggio nel quale esprime la «più sincera solidarietà a fronte del vile atto intimidatorio di cui sono stati fatti segno», insieme ad un «sincero augurio per il prosieguo della loro attività per l´affermazione di una cultura dell´uguaglianza, della non discriminazione e dei diritti».

«E´ un atto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa - ha detto il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo - colpire il Coming Out, che è tra i luoghi simbolo per la comunità gay romana e cuore della gay street, vuol dire ostacolare la visibilità delle persone lesbiche, gay e trans, costringendoci all´anonimato e al silenzio. Da tempo abbiamo denunciato azioni omofobe contro la gay street, la strada in prossimità del Colosseo dove da anni si radunano migliaia di lesbiche e gay». La scorsa estate sono stati anche messi in via San Giovanni manifesti e scritte contro lesbiche e gay. La strada, con i suoi locali, è diventata nel corso degli anni un simbolo di convivenza e contatto tra la città e la comunità gay. Marrazzo ha poi aggiunto di aver «ricevuto a gennaio minacce di morte per l´impegno nella tutela di lesbiche e gay. Per questi motivi venerdì alle 22,30 organizzeremo il sitin "Si alla Gay Street no alla omofobia", chiediamo adesione a tutte le associazioni, ed istituzioni, per non lasciarci soli».

E c´è lo sdegno dell´assessore capitolino alle Pari Opportunità, Cecilia D´Elia: «Se l´origine dolosa dell´incendio del Coming Out verrà confermata, ci troviamo di fronte ad un grave episodio di intolleranza. Si tratta di un importante luogo di aggregazione per molti giovani ed in particolare per la comunità Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender). Il Coming Out è un punto di riferimento che ha ospitato iniziative di contrasto alla discriminazione promosse dal Comune di Roma e dalle associazioni. Roma deve continuare ad essere città della convivenza e dell´accoglienza, che rifiuta l´omofobia».
(19 febbraio 2008)