12.05.08
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antifa
| 22:37
Ancora una volta, nel nostro paese, a Verona, una vita è perduta per l'aggressione da parte di giovani che hanno come idea guida il razzismo, l'intolleranza del diverso.
L’uso della violenza
fisica e verbale è segno di una scomparsa della capacità critica che
spinge il violento a proclamarsi giudice e boia del suo avversario
dichiarato o anche di qualsiasi categoria egli senta come nemica.
Il razzismo,come caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante, a chi non accetta di appartenere al gruppo;
la cultura sessista,
omofoba, intollerante, escludente che nasconde la paura e l’incapacità
di misurarsi con altre culture, di mettersi in discussione;
la mitizzazione e l’uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono sfoderati e mostrati in ogni occasione;
la diffusione di
numerose bande di adolescenti che incombono sui quartieri di periferia;
portano un unico segno, quello dell’ideologia della sopraffazione,
dell’odio per le minoranze e le diversità. Sono figli di una mistica
razzista che si richiama ai principi fondanti dell’ideologia fascista e
nazista.
Nelle stanze di chi ha
ucciso Nicola Tomassoli a Verona sono stati trovati i simboli del
fascismo e del nazismo. Sulle braccia di chi ha ucciso Renato Biagetti
a Roma erano tatuati i simboli della estrema destra.
Non vedere le
dimensioni di questi fenomeni, anzi continuare a darne interpretazioni
riduttive significa non capire che non stiamo parlando di ‘gruppetti’ e
meno che mai di nostalgici ma di una parte di giovani italiani che
guarda al passato non solo come insieme di simboli ma come prova che si
può passare all’azione contro un mondo che non funziona e non può
funzionare proprio perché è democratico e tollerante.
Eppure questa violenza
non si cancella con le rivisitazioni della nostra storia ma piuttosto
nel cercare di conoscere e capire come e perchè si senta "escluso" e
"potente" chi vive come una gara e una sfida costante la vita della
polis, qualunque sia la sua situazione geografica e anagrafica.
Le istituzioni, i
massmedia, gli uomini di cultura sono chiamati a rispondere
rispettivamente della loro inerzia e dei tanti opportunismi che anche
in queste ore permettono di dare dignità di analisi socio-politica a
quelle che sono solo pericolose farneticazioni.
Se solo, al primo
assalto, alla prima aggressione, al primo saluto romano, fossero state
applicate tempestivamente le leggi che in Italia mettono al bando il
fascismo e il razzismo,.
Se solo la parola sicurezza fosse interpretata come battaglia per una cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità.
Se solo la parola
antifascismo invece di essere messa ad equa distanza dalla parola
fascismo, fosse interpretata come l’azione continua dei cittadini
democratici contro ogni forma di razzismo e intolleranza. Se
continuassimo a considerarlo un valore fondante
Nicola e Renato sarebbero ancora qui con noi.
E’ necessario interrogarci su cosa è oggi o che cosa può essere oggi l'antifascismo.
Noi ne siamo convinte: l’antifascismo oggi significa diritti, uguaglianza, partecipazione, pace.
Comitato Madri per Roma Città Aperta
http://madrixromacittaperta.noblogs.org/
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24.04.08
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antifa
| 18:16
25 aprile 2008 sono
passati più di 60 ann,noi ricordiamo,ma c'è chi si oppone,vuole
cancellare la RESISTENZA dalla memoria comune,legittima politiche
razziste e fasciste reprimendo chi tutti i giorni R_ESISTE.
"i
deboli non combattono,quelli più forti lottano forse per un'ora,quelli
ancor più forti lottano per molti anni,ma quelli fortissimi lottano per
tutta la vita. Costoro sono indispensabili" Bertold
Brecht
25 aprile a Roma Verona e Palermo tra lotta e repressione.La Resistenza non si ferma.
0+0+0+0+0+0+0+
(Continua)
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18.02.08
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antifa
| 20:17
A pochi giorni dalla data in cui Valerio Verbano venne ucciso nel 1980, questa mattina ad un altro ragazzo della stessa età, 19 anni, è
stato teso un agguato dai fascisti, sotto casa, in zona Vigne Nuove.
Il ragazzo, impegnato nella lotta all’interno delle scuole, è dovuto
ricorrerre a ricovero per le numerose lesioni craniche riportate. E’
già la terza aggressione da quando la campagna elettorale dei fascisti
di Fiamma Tricolore e de La Destra di Storace, è cominciata.
Non
ha soste la campagna elettorale dei fascisti di Fiamma tricolore. Dopo
aver chiesto invano e in ginocchio una poltrona a Berlusconi e Fini, si
sono accontentati dell’accordo con la Destra di Storace, che li ha
rinvigoriti nella loro attività preferita: le aggressioni agli
studenti, ai precari, agli occupanti di casa e agli antifascisti della
città. Oggi pomeriggio, alle 16, nel quartiere di Vigne Nuove, due
fascisti di circa 26-27 anni, hanno aggredito all’uscita di casa
Simone, 19 anni, studente dei collettivi romani e attivista dell’Horus
occupato. I due miserabili, dopo essersi appostati per diverso tempo,
lo hanno picchiato con tirapugni, ferendolo alla testa e procurandogli
diverse lesioni. La pronta reazione di Simone ha messo in fuga i due
attempati esponenti di Blocco studentesco.
Simone è stato medicato al pronto soccorso dove gli sono stati applicati alcuni punti di sutura.
Dopo l’aggressione squadrista di poche settimane fa nei confronti di un
attivista di Action, pestato sul luogo di lavoro, si ripete una scena
già vista, fatta di violenza e impunità. Simone è un compagno attivo
nelle lotte studentesche e nei percorsi di movimento, tra i
protagonisti della
recente mobilitazione antifascista dell’8 febbraio che ha impedito a
Fiamma tricolore di occupare il teatro Brancaccio per una parata xenofoba e fascista. L’aggressione, inoltre, avviene a pochi giorni
dall’inaugurazione della Palestra Popolare Valerio Verbano, nel vicino quartiere del Tufello,
prevista per venerdì 22 febbraio, anniversario dell’uccisione di Valerio da parte dei fascisti dei Nar.
I fatti e le circostanze confermano due elementi: da una parte, la
doppia strategia di Fiamma tricolore, fatta di aggressioni squadriste e
spregiudicate alleanze politico-elettorali con la destra di governo,
alla ricerca di qualche poltrona in parlamento, in comune, in municipio
o in
qualche condominio; dall’altra, la totale impunità di questi atti,
garantite dall’inerzia e la complicità delle forze dell’ordine, della
magistratura e delle istituzioni, locali e nazionali.
Roma democratica e antifascista chiama tutte le forze sociali,
politiche e di movimento a prendere pubblicamente posizione e di
mobilitarsi per una nuova e radicale pratica antifascista. Domani,
lunedì 18 febbraio, alle 12, a piazza Sempione, all’Horus occupato,
conferenza stampa. Venerdì 22
febbraio, alle 17, da via Monte Bianco, corteo cittadino e inaugurazione della Palestra Popolare Valerio Verbano.
I compagni e le compagne di Roma
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01.02.08
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antifa
| 08:35
VIOLENZA SESSUALE: DONNA SEGREGATA E STUPRATA A MILANO
L'ULTIMA IMPRESA DEL CAMERATA "JIMMY BUA" "Jimmy" Bua, già referente di Alleanza nazionale nell'ex zona 19 di
Milano e guardaspalle del consigliere comunale Emilio Santomauro,
nonchè storico sostenitore di Roberto Jonghi Lavarini di Cuore nero,
nelle ultime amministrative ha fatto campagna elettorale a Quarto
Oggiaro per Marco Osnato,
sempre di Alleanza nazionale. Un buon camerata.
(ANSA) - MILANO, 24 GEN - Una donna di 40 anni e' stata attirata
in un appartamento, segregata per un giorno e ripetutamente stuprata
da un uomo che aveva conosciuto in un locale, a Milano.
Il presunto violentatore, arrestato dalla polizia, e' un italiano
con precedenti per violenza sessuale e violenza, che e' stato
scoperto in flagranza di reato, nell'appartamento in cui stava
violentando la donna, grazie a una segnalazione di alcuni vicini.
Secondo le prime informazioni, la donna aveva conosciuto
l'uomo in un locale, in zona Ticinese, e si era fidata ad andare
con lui fino in casa dell'uomo, in via Pascarella, a Quarto
Oggiaro. Ma una volta entrata nell'appartamento e' cominciato un
incubo durato dalle sei di ieri mattina, sino alle 19, quando
sul posto e' arrivata una volante del commissariato di Quarto
Oggiaro.
L'uomo arrestato e' Giuseppe Bua, con precedenti per reati
contro la persona.
Quando gli agenti di una volante del commissariato di Quarto
Oggiaro hanno suonato alla sua porta, lui ha cercato di zittire
la donna con una mano sulla bocca, poi, sempre secondo la
ricostruzione della polizia, ha preso gli indumenti di lei,
laceri e sporchi di sangue, e li ha messi a lavare
gettando
contemporaneamente alcuni profilattici nel water. Alla fine ha
aperto ai poliziotti, che hanno trovato la donna allo stremo
delle forze per la lunga e violenza segregazione, piena di
lividi ed ecchimosi. (ANSA).
24-GEN-08
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29.11.07
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| 13:23
Tre studenti monorenni di un istituto alberghiero di Finale Ligure
hanno scritto sul petto di un loro compagno la parola "gay"
accompagnata da una svastica. Ne da' notizia il circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli, che deplora il gesto "gravissimo, non solo
perche' ha offeso e scioccato il ragazzo, che ha avuto pero' il
coraggio di denunciare l'accaduto, ma anche perche' richiama a pratiche
del passato che dovrebbero essere solo un brutto ricordo". Il circolo
apprezza il coraggio dell'insegnante di ginnastica, che ha subito
individuato gli autori del gesto, e del preside, che ha denunciato
l'episodio ai carabinieri. "Quello che per tre ragazzi puo' essere
stato forse solo un gesto sciocco, un modo per imporre la loro 'forza'
su un altro compagno, e' per noi invece indice gravissimo di una
generale tendenza a emarginare e a stigmatizzare anche con violenza
gratuita".

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29.11.07
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| 12:47
Aderire ad una manifestazione significa condividerne i contenuti, le pratiche, le finalità.
La manifestazione di sabato 24 novembre non è una manifestazione contro
una “generica” violenza sulle donne, i cui autori si vogliono ancora
non “nominare”. E’ una manifestazione contro la violenza “maschile”
sulle donne. Continuare ad indicare il “sesso” delle “vittime” e non
anche quello degli autori della violenza, cioè “gli uomini”, significa
perpetuare una logica di disconoscimento e di rimozione della realtà.
La violenza maschile contro le donne è una realtà drammatica e,
purtroppo, è presente, non nelle “pieghe piùnascoste della nostra
società”, bensì in quelle più visibili: la famiglia. Più del 68% della
violenza maschile sulle donne avviene tra le mura domestiche e gli
autori sono i loro mariti, conviventi, ex partner, padri, fratelli,
comunque uomini conosciuti! Nel 94% dei casi non è denunciata.
Per questi motivi, rifiutiamo l’adesione alla manifestazione del 24
novembre e la strumentalizzazione di questa giornata da parte dell’UGL
e degli altri soggetti politici che hanno aderito al Family Day, che
disconoscono l’autodeterminazione delle donne e sostengono le politiche
razziste, familiste e ostili al riconoscimento dei diritti e della
libertà di lesbiche, gay e trans della destra reazionaria, rilanciate
in grande stile anche da un governo che si definisce di sinistra.
Queste politiche rappresentano la cancellazione della libertà
femminile, unico possibile fondamento dell’eliminazione definitiva di
ogni forma di violenza contro le donne. Ribadiamo qui e ora la nostra
incompatibilità con chiunque porti avanti scelte e pratiche politiche
opposte ai nostri percorsi e all’affermazione dell’autodeterminazione e
della libertà delle donne in ogni ambito.
Nel riaffermare l’autonomia politica e la forza delle pratiche
politiche delle donne, sosteniamo con forza e determinazione, il nostro
essere antifasciste, antirazziste e antisessiste, nei contenuti e nella
lotta.
I collettivi della rete Controviolenzadonee: A/matrix, Assemblea
femminista via dei volsci 22, Centro Donna L.i.s.a., Feramenta,
Infinite voglie, La mela di Eva, Luna e le Altre, Martedì autogestito
da femministe e lesbiche, Ribellule
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