04.07.08
Inviato in
corpi&repressione
| 12:09
questi sono i comunicati di facciamo breccia,di arcilesbica ed
arcigay,del comitato del bologna pride e la lettera di Porpora
Marcasciano, a seguito dello sgradevole episodio che ha visto coinvolta
Graziella Bertozzo.
Ovviamente ognun@ ha riportato la sua visione dell'accaduto,(come sempre
succede in questi casi)e difficilmente ci sarà qualcun@ che si assumerà
la responsabilità di ciò che è successo.
Ma di chiunque sia la responsabilità, denunciamo apertamente la
repressione che si è attuata nei confronti della Bertozzo. Ci sembra
infatti strano che il servizio d'ordine del pride non sia riuscito a
gestire una sola persona che voleva salire sul palco per dire la sua
(magari quella mattina aveva fatto colazione con gli spinaci???).
Il servizio d'ordine non dovrebbe tenere
lontano chi vuole disturbare e chi è contro il pride, o la sua funzione
è remprimere chi vi partecipa (aderendo o meno alla piattaforma)? E se
fosse comparso un gruppo di fascisti? Le forze dell'ordine avrebbero
agito rapidamente come hanno fatto contro la Bertozzo?
Troviamo veramente preoccupante che si sia sentita l'esigenza di
consegnare una persona alle "forze dell'ordine", in piazza per
controllar(ci), senza cercare il dialogo.
e' veramente riprovevole ciò che è successo,soprattutto in un momento in
cui il nostro paese dà solo segnali di repressione,razzismo ed
omofobia,dove l'altro è il diverso e per questo va fatto tacere. e noi
tutt@ che dovremmo dare prova di come la "diversità" sia una ricchezza ci
adeguiamo al sistema da cui non vogliamo essere rappresentati.
ecco i comunicati... (Continua)
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04.07.08
Inviato in
corpi&repressione
| 10:02
E' iniziata venerdì 27 giugno con mostra e volantinaggio presso un ospedale in zona la campagna OGO (obiettiamo gli obiettori) ai CastellI, firmata Assemblea delle donne dei Consultori ASL RMH.
abbiamo cominciato dall'ospedale di Velletri perchè lì l'IVG nemmeno è possibile: tutti medici sono obiettori!
considerando poi che in tutti gli ospedali della nostra ASL (Velletri, Marino, Genzano, Anzio-Nettuno) la maggior parte dei ginecologi è obiettore, avremo da fare ancora per un bel po'! e se qualcuna vuole darci una mano, è benvenuta.
vi spediamo il volantino che riporta, sul retro, tutti i nomi dei medici obiettori e l'articolo uscito solo oggi (1° luglio) sul Messaggero. abbiamo litigato un poco con il facente funzione direttore sanitario che non ci voleva là, ci hanno intervistato giornali e una televisione locali, ma, sopratutto, abbiamo parlato con un bel po' di utenti.
della serie: SI PUO' FARE!
prossima data: 8 luglio Genzano.
un bacio a tutte_____compagne dei Castelli
OGO: OBIETTIAMO GLI OBIETTORI
La campagna OGO vuole denunciare e contestare l’alto numero di medici l’obiettori che rendono difficile l’accesso all’IVG e alla contraccezione d’emergenza.
I dati ci dicono che:
- in Italia gli aborti sono in calo del 3% rispetto al 2006 (del 45% rispetto al 1982);
- sono aumentati del 4,5 (rispetto al 2005) solo gli aborti delle donne non italiane;
- il 69% dei medici (89% a sud) sono obiettori, con un aumento del 10% dal 2005;
- i tempi tra la richiesta e l’intervento vanno da 2 a 4 settimane;
- le donne sono spesso costrette a peregrinazioni da un ospedale all’altro o a migrare verso strutture sanitarie di Roma;
- i parti cesarei dono aumentati negli ultimi 10 anni dal 27% al 38% (2006);
- alcuni ginecologi raccontano che molti colleghi obiettori fanno aborti nei propri studi privati;
- la lunga esclusione dall'assistenza sanitaria delle donne neocomunitarie (rumene e bulgare) prive di tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), prima che la circolare dell’agosto ‘07 le riconoscesse ‘europee non in regola’ (ENI), ha alimentano sicuramente ricorso aborto clandestino;
- l’Istituto superiore di sanità quantifica ancora in circa 20mila i casi di aborti clandestini al 2001 (contro i 100mila stimati al 1982), specie nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione.
Le “ragioni” dell’obiezione, quindi, non sono certo di “coscienza”: i medici diventano obiettori per interessi materialmente economici, politici, di prestigio e di carriera.
È questo sistema di potere medico-politico-clericale che crea problemi nei reparti di ginecologia dove interrompere volontariamente la gravidanza, riducendo in modo pesante la concreta attuazione della legge 194. Nello stesso tempo si riducono tempi e qualità dei servizi sanitari, allargando così la necessità del ricorso a strutture private accreditate e no.
Le difficoltà ad introdurre in Italia la pillola abortiva RU486 utilizzata da anni in quasi tutti i paesi europei, o il boicottaggio per la pillola contraccettiva d’emergenza (Norlevo) che viene fornita gratis alle minori nei paesi civili, sono una ulteriore prova dell’esercizio di potere e controllo sull’autonomia femminile. L’obiettivo è sempre quello di complicare e criminalizzare le donne nella decisione autonoma su che cosa fare, su chi amare liberamente, sul partorire se, come, quando ci va.
A questo punto pretendiamo almeno la disponibilità immediata della pillola del giorno dopo senza necessità di prescrizione medica e della RU486 in alternativa all’aborto chirurgico.
A questo punto non facciamoci visitare o curare da un medico obiettore.
(Continua)
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