25.04.08
LA MIGLIOR DIFESA E' IL MOVIMENTO
NUOVO VIDEO SULLE MANIFESTAZIONI DELLE DONNE A ROMA ,TRA NOVEMBRE E FEBBRAIO 2008
NUOVO VIDEO SULLE MANIFESTAZIONI DELLE DONNE A ROMA ,TRA NOVEMBRE E FEBBRAIO 2008
25 aprile 2008 sono passati più di 60 ann,noi ricordiamo,ma c'è chi si oppone,vuole cancellare la RESISTENZA dalla memoria comune,legittima politiche razziste e fasciste reprimendo chi tutti i giorni R_ESISTE.
"i deboli non combattono,quelli più forti lottano forse per un'ora,quelli ancor più forti lottano per molti anni,ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita. Costoro sono indispensabili" Bertold Brecht
25 aprile a Roma Verona e Palermo tra lotta e repressione.La Resistenza non si ferma.
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Esprimiamo la nostra più completa solidarietà alle compagne bolognesi che in seguito alle lotte per l'autodeterminazione e la libertà di scelta delle donne,subiscono in maniera sempre più forte atti di repressione intimidatoria.Le Ribellule.
Riportiamo i comunicati di "Quelle che non ci stanno" e la lettera di solidarietà della "Rete delle donne di Bologna"
ENNESIMA INTIMIDAZIONE CONTRO UNA NOSTRA COMPAGNA presidio S.orsola- BO
"Prosegue la repressione intimidatoria contro la presa di parola delle donne e delle lesbiche. Serve a sostenere il tentativo patriarcale di negarne l'autodeterminazione, colpendo quelle che continuano a denunciare le politiche che vogliono minare la nostra libertà.
E' arrivata una notifica di apertura di indagini a carico di una compagna per la presenza al presidio del 14 Febbraio 2008 davanti all'ospedale S.Orsola a Bologna. Il 14 febbraio è stata una giornata di manifestazioni spontanee in tutte le città promosse dalle donne indignate per il bliz all'ospedale di Napoli.
Una denuncia a una sola persona per una manifestazione che radunava quasi 1000 donne e uomini: abbiamo ragionevoli motivi per pensare che non sarà l'unica. Per questo teniamo alta l'attenzione e continuiamo a lavorare."
"Il 14 febbraio 2008, come in tante città d'Italia abbiamo manifestato
in mille, cariche di indignazione per il blitz della polizia al
Policlinico di Napoli, per la criminalizzazione di una donna che aveva
subito un aborto terapeutico, la strumentalizzazione di un'esperienza
che ha portato alla stigmatizzazione sistematica di tutte le donne e
del diritto di scegliere delle nostre vite.
Ed in mille dobbiamo ora restarci a fianco, e difenderci da un clima
politico che anche a Bologna sta portando ad una dura rappresaglia nei
confronti del movimento delle donne e delle istanze che porta avanti.
Alla compagna indagata diciamo che ci siamo e le siamo e staremo
vicine. Alle donne che è necessario andare avanti, senza lasciarci
intimidire."
Rete delle donne di Bologna
Aprile 1944 aprile 2008: la resistenza delle donne è pane quotidiano
L'assemblea femminista di via dei volsci 22 invita tutte le donne, le femministe e le lesbiche romane a due giorni di resistenza femminista, in cui possano incontrarsi, riconoscersi e rafforzarsi le nostre esperienze e vissuti di lotta.
24 aprile 2008
via dei volsci 22
ore 19 proiezione di Staffette, di Paola Sangiovanni (2006): Claudia Balbo, Anna Cherchi, Marisa Ombra e Nicoletta Soave si raccontano. A seguire incontro con Marisa Ombra e con la regista Paola Sangiovanni: riflessioni e racconti sui vissuti delle donne nella Resistenza al nazifascismo.
ore 21 cena vegetariana&vegana
ore 22 proiezione di Le ragazze del ponte, di Emanuela Giordano, riprese e montaggio a cura de "Le tecniche" (2000): 10 ragazze raccontano l'assalto al forno Tesei a Roma del 7 aprile 1944, durante l'occupazione nazista.
25 aprile 2008
ponte dell'industria dalle 10 alle 11 musica e parole di donne,
in ricordo delle dieci donne resistenti, giustiziate dai nazifascisti sul ponte di ferro per aver tentato l'assalto al forno Tesei il 7 aprile 1944. Vi aspettiamo! Assemblea femminista via dei Volsci 22
p.s. la locandina dell'iniziativa si trova all'nterno dell'album in generale
Le sommosse torinesi hanno avuto la bellissima idea di scrivere un opuscolo per le donne ,in cui danno informazioni sulla contraccezione,la prevenzione, le norme da seguire anche in caso di aborto e ci sono anche le indicazioni sui consultori - di Torino - presso cui andare e sugli ospedali cui rivolgersi.
Qui di seguito riportiamo l'introduzione e i file pdf dell'opuscolo che si può liberamente scaricare,stampare e distribuire.Le informazioni sui servizi disponibili riguardano la città di Torino,ma le sommosse danno la disponibilità ad impaginare l'opuscolo inserendo dati sui servizi di altre città se glieli fate pervenire (le mail sono di seguito).
Vivere appieno e consapevolmente la nostra sessualità significa essere a conoscenza di quelli che sono i metodi contraccettivi più efficaci, abbandonando leggende metropolitane e falsi “credo”. A questo scopo abbiamo voluto analizzare i metodi contraccettivi e NON contraccettivi più diffusi.
Nel 1978, grazie al grande movimento di lotta delle donne, veniva votata la legge 194 che legalizzava finalmente l’interruzione volontaria della gravidanza. L’aborto c’è sempre stato (e molto probabilmente ci sarà sempre), però, prima di diventare legale, era fatto in clandestinità, e molto spesso in modo e condizioni molto pericolose per la salute e la vita delle donne.Oggi, Ferrara, appoggiato da certi politici e dalla gerarchia cattolica (che vorrebbe rinchiudere le donne in un ruolo puramente di riproduzione e di cura alla famiglia), paragona l’aborto ad un assassinio, negando il vissuto di milioni di donne che hanno abortito, certamente non per divertimento o violenza assassina. Ma soprattutto, nega l’autodeterminazione delle donne, cioè la loro volontà, la loro libertà scelta di fare figli o meno, quando lo vogliono.
NOI NON CI STIAMO
vogliamo vivere il sesso serenamente, senza farci colpevolizzare da chi vuole imporci gravidanze
e senza tabù.SOMMOSSE TORINESI
Per info e segnalazioni di rifiuto che riguardino la pillola del giorno dopo o altri contraccettivi::
dlfto@inventati.org
Controviolenza_to@yahoo.it
rossefuoco@yahoo.itIL SESSO NON E' UNA COLPA
LA CONTRACCEZIONE NON E' UN PECCATO
L'ABORTO NON E' UN REATO
--->>>Opuscolo nella versione da leggere.pdf
--->>>Opuscolo nella versione da stampare.pdf
p.s. ringraziamo femminismo a sud di averci fatto scoprire questo utilissimo libretto!
"Io, trattata come una schiava"
di MARINO BISSO e CARLO PICOZZA
ROMA
- Scappa dal convento e si rifugia in un centro contro la violenza alle donne. È la storia di una suora trattata come schiava. Vittima di ricatti psicologici, si sottopone a visita ginecologica per far certificare la sua verginità. Angherie e vessazioni: cure mediche negate, mortificazioni e punizioni come "il bacio al pavimento". Le accuse sono finite ora al centro di un'inchiesta della procura di Roma che ha iscritto la madre superiora nel registro degli indagati contestandole il reato di maltrattamenti. Il racconto choc della suora è stato confermato da due consorelle sentite ieri a palazzo di giustizia a Roma. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Nicola Maiorano che ha affidato le indagini alla polizia giudiziaria diretta dal vicequestore Orlando Parrella. Scenario dei presunti maltrattamenti è un convento, vicino all'ospedale Gemelli, della Congregazione dello Spirito Santo, che funziona da "albergo a una stella". Vittima, suor Maria (chiamiamola così), nata 48 anni fa nelle Filippine e sbarcata a Roma nel giugno del '97.
Questo pomeriggio le donne di ACTion A, insieme ad Action e alle cittadine e i cittadini accorsi, si sono recate, al cinema Holiday in cui si teneva la chiusura della campagna elettorale di G.F.
Tra il silenzio per non dargli visibilità e l'intenzione di manifestare, noi abbiamo scelto la seconda perché per noi contestare personaggi come Lui è doveroso.
Crediamo che sia importante uscire allo scoperto dimostrando così che siamo tante a pensarla diversamente da certi personaggi, e che sui nostri corpi siamo solo noi a decidere.
Oggi è accaduto qualcosa di speciale, le immigrate hanno deciso di scendere in piazza a contestare Ferrara gridandogli che non è certo a loro che deve insegnare che ogni vita è importante. (Continua)
Oggi 2 aprile Ferrara sarà a Bologna in Piazza Maggiore.La sua presenza in città ha suscitato 2 risposte differenti da parte delle femministe bolognesi:La "Rete per l'autodeterminazione" si è data appuntamento lì alle 17.30. Le donne della rete bolognese invece rispondono all'invito fatto dal candidato per la lista pro-life con una *Lettera Aperta*.
Qui di seguito riportiamo la lettera e l'appello.
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LETTERA APERTA AI GIORNALI IN RISPOSTA ALL’INVITO DEL SIGNOR SALIZZONI
(candidato bolognese per la lista Aborto?No grazie)
Gentile signor Salizzoni,
noi, RETE DELLE DONNE DI BOLOGNA, la ringraziamo per l’invito alla presenza in piazza Maggiore dove parlerà il nuovo leader del movimento per la vita da lei così stimato.
Considerando che il suo invito non sia una provocazione ma un fatto di gentilezza, con altrettanta gentilezza le diremo ora perché non saremo presenti.
La nostra storia di donne a Bologna è caratterizzata dal non farci dettare calendari da nessuno, dalla costruzione di pensiero e contenuti e scadenze che manifestiamo in azioni collettive senza bandiere perché noi decidiamo per noi.
La visibilità in quanto propaganda non ci interessa, la storia delle donne è fatta di realtà e concretezza giorno per giorno e la piazza, così come la pratica il suo Sponsorizzato, per noi è il nulla.
E' successo un fatto gravissimo a Pisa,i medici dell'asl e dell'ospedale si sono rifiutati di prescrivere a due ragazze la pillola del giorno dopo.
Questi medici sanno qual'è la differanza tra pillola del giorno dopo e la Ru486?da questo episodio non sembrerebbe.Per chiarire la prima è un contraccettivo di emergenza che va prescritto entro 72 h dal rapporto a rischio;la Ru486 è invece la pilola abortiva che in Italia ancora non troviamo, se non in via sperimentale in qualche regione italiana più umana.Eh si figurarsi se noi donne possiamo permetterci di scegliere tra un' invavsiva e dolorosa operazione chirurgica e una semplice pillola. Lo stato ci riserva solo la dolorosa operazione.
da Progetto Gramigna associazione aut-aut
In due ambulatori di guardia medicia di i medici si sono rifiutati di prescrivere la pillola del giorno dopo a due ragazze. E' così scattata l'inchiesta interna della Asl 5 di Pisa e il direttore sanitario annuncia al Tirreno che farà una segnalazione alla Procura dela Repubblica ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio. Segnalerà anche il caso all'Ordine dei medici per violazione del codice deontologico.
La storia. Il primo episodio è avvenuto alla vigilia di Pasqua quando una ragazza di circa 20 anni è andata, insieme al fidanzato, alla guardia medica del villaggio 'I Passi' e sul portone ha trovato un cartello sul quale c'era scritto «Presso questo ufficio non viene prescritta la cosiddetta pillola del giorno dopo». Il secondo caso segnalato all'Asl è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi quando una ragazza si è fatta accompagnare da una amica al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara. Qui le hanno detto di far riferimento alla guardia medica perchè c'erano troppe emergenze in corso. "Abbiamo telefonato alla guardia medica - ha raccontato la ragazza - ma ci hanno risposto che era meglio restare al pronto soccorso perchè nessuno dei medici ci avrebbe prescritto il farmaco».
(Continua)