20.10.07

IL VATICANO MARCIA SU ROMA di Facciamo Breccia

Inviato in anticlericalismo | 20:31

    Domenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani.
La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo.Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista.
La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.
Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società, basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile.                                                                                       

  (Continua)

20.10.07

Homme ou femme peut-on devenir autre chose?

Inviato in saperi | 11:58

UOMO O DONNA, POSSONO DIVENTARE UN’ALTRA COSA?

INTERVISTA A JUDITH BUTLER….da Philosophie magazine, juillet_août, n. 11.   

Quando affronti il problema della differenza sessuale, utilizzi la nozione di “genere”. che differenza c’è tra “sesso” e genere”?

Se il “sesso” è una sorta di “fatto”, il “genere” è una costruzione sociale. Esso definisce l’insieme di significati culturali che un corpo sessuato assume. Il sesso è concepito come un presupposto biologico, un solco più o meno fisso e invariabile. Secondo la prima formulazione, il genere è legato al sesso: lo presuppone  e si definisce a partire da esso. Il genere è una costruzione del sesso. Tuttavia le difficoltà nascono quando cerchiamo di trovare questo “sesso puro” che sarebbe precedente alla costruzione del genere. Perché? perché, qualsiasi cosa noi facciamo, conosciamo questo “sesso” attraverso le nostre categorie mentali. Un medico che cerca di diagnosticare una malattia orienta la sua diagnosi in funzione delle categorie mediche che ha appreso. Se esiste certamente una materialità del corpo _ questa non è messa in discussione _, noi non ne abbiamo mai accesso se non attraverso la costruzione di un certa idea. Il termine stesso di “differenza tra sessi”ci suggerisce che l’ umano come tale è necessariamente diviso tra maschile e femminile. Credo che dobbiamo giustamente interrogarci su come questo dualismo morfologico, “dimorfismo” sessuale, sia stato sviluppato nella storia come idea/ideale. Bisogna interrogarsi su come questo essere e divenire “donna” o “uomo”, e di domandarci se siano le sole possibilità che abbiamo. Possiamo diventare altro?

 (Continua)