24.06.07

NO VAT

Inviato in Generale | 18:05

La nostra quotidianità è scandita da tempi e modi che sentiamo essere nostri,li percepiamo come naturali. Solo nel compiere gesti che ci inducono a provare un senso di colpa prendiamo coscienza del fatto che il nostro agire è condizionato. Giustifichiamo ogni tipo di repressione,soprattutto latente,convint@ che sia necessaria per vivere in una società. Partiamo da una concezione antropologica negativa secondo cui l’essere umano è naturalmente predisposto all’eliminazione dei suoi simili,lo diamo per scontato e troviamo altrettanto scontata la soluzione di convivere in società organizzate. Associamo l’idea di organizzazione al bisogno di ordine e legittimiamo chiunque si dimostri in grado di mantenerlo. Associamo l’idea di efficienza dell’ordine a quella di gerarchia ai cui vertici si collochi chi detti delle regole e alla cui base si collochi chi sia incaricato di farle rispettare.Esiste un biopotere incaricato di gestire la nostra vita,deve essere legittimato e per essere legittimato deve essere ritenuto necessario.Il primo motivo per cui ricerchiamo protezione è il timore dell’altro,maggiore sarà il nostro timore maggiore sarà la nostra domanda di protezione. Chi detiene il potere conquista il nostro consenso nel caso in cui ci sia un nemico da cui difendersi;è nel suo interesse che ci sia una situazione di tensione che generi paure,soprattutto perché queste sono irrazionali e un insieme di cittadin@ terrorizzat@ produce una società irrazionale che esegue ordini.Produrre nemici,identificati con la parola diverso,produce consenso e minore controllo sulla gestione del potere.Ad aumentare invece è il controllo su chi obbedisce alle regole dettate da quel potere. Per ottenere obbedienza la coercizione fisica è lo strumento piu’ immediato ma meno efficiente rispetto all’autocontrollo di cittadini e cittadine che agiscano rispettando parametri fondati sulla dicotomia giusto o sbagliato.A decidere cosa sia giusto e cosa no è sempre lo stesso potere che chiede obbedienza,che crea una realtà fittizia in cui le nostre pulsioni naturali siano represse in nome di quel pudore che non è innato,che viene insegnato,imparato e trasmesso. Il senso del pudore entra nelle nostre vite producendo un conflitto tra noi e il nostro corpo:noi proviamo  vergogna per le sue esigenze,lo reprimiamo e lui continua a ribellarsi alle regole sociali.Nella concezione cattolica ciò che rappresenta una disobbedienza al senso del pudore si chiama immoralità,l’immorale va colpevolizzato e punito in quanto potenziale artefice di  disordine sociale.Nella concezione fascista chiunque metta in discussione quel potere che egemonizza le nostre vite frustrando le nostre esigenze va eliminato in quanto diverso e quindi pericoloso per l’ordine sociale.La connivenza tra chiesa cattolica e neofascismi è solo la logica conseguenza dell’incontro tra due realtà che si pongono come obbiettivo la gestione del potere attraverso l’imposizione di modelli che riducano progressivamente,fino all’eliminazione,le libertà personali dell’individuo.Ogni tipo di limitazione alla libera espressione del nostro essere risponde all’esigenza di controllo di un potere che si esercita e pretende di continuare a farlo contro il nostro interesse,individuale e collettivo.La ribellione alla repressione che quotidianamente subiamo parte dall’autodeterminazione,dalla consapevolezza del proprio essere indipendentemente e contro quei modelli utili solo a rinchiuderci in gabbie comportamentali che non hanno nulla a che vedere con la protezione della nostra incolumità.

 

24.06.07

TUTTO IL NOSTRO PRIDE CONTRO LA VOSTRA IN-FAMILY!

Inviato in Appuntamenti | 17:37

PRIDE 16-06-2007

Manifestiamo insieme la nostra volontà di autodeterminarci,di

scegliere liberamente,nella nostra quotidianità,

ciò che più ci rende felici.

Portiamo nelle strade il nostro orgoglio di essere considerat@ divers@

da chi giudica e pretende di disquisire sulla nostra sessualità e sul

modo di viverla,da chi passivamente accetta un controllo capillare su ogni

aspetto della sua esistenza e da chi attivamente lo impone per continuare

ad esercitare potere.

Siamo antiomofob@,antisessist@ e antixenofob@ nella misura in cui

rifiutiamo ogni forma di prevaricazione;siamo convint@ che l’oppressione

su lesbiche,gay,bisex e trans sia un problema politico ed in quanto tale

di primaria importanza nell’ambito di tutti i percorsi che implichino

antifascismo,libertà di scelta e diritti.

Coerentemente con tutto ciò abbiamo avviato una campagna,sulla scorta

di quanto già avviene in altri paesi,di sensibilizzazione rispetto al

reggae omofobo con lo scopo di far annullare tutti i concerti in cui si

esibiscano personaggi che inneggino alla violenza contro gay e lesbiche o

che si esprimano definendoli come peccatori,pervertiti e

quant’altro esattamente come fanno la destra radicale ed il

cattolicesimo che combattiamo ogni giorno.

Abbiamo iniziato lo scorso anno con Buju Banton,proseguendo con Capleton

ed Elephant Man,il prossimo appuntamento sarà il 21 giugno al

Fiesta(ippodromo capannelle)per Sizzla.

Chiunque ritenga opportuno ribellarsi alla cultura dell’odio del

diverso,soprattutto se associata alla fede religiosa,e all’utilizzo della

musica per veicolare messaggi inconcepibili,in un’ottica di cieco

consumo,ha una possibilità in più per farlo.

La nostra forza nasce dalla mobilitazione delle persone con modalità il

più costruttive e creative possibili.Ogni singolo rifiuto consapevole di

partecipare,finanziando e fruendo fisicamente,alla celebrazione della

macchina da divertimento in cui tutto è lecito (anche bruciare i gay) è

già di per sé una conquista.

BOICOTTA LA MUSICA OMOFOBA E SESSISTA

 

TUTTO IL NOSTRO PRIDE CONTRO LA VOSTRA IN-FAMILY!

 

Rete Boicottaggio Cantanti Omofobi

 

Blog:  nonsoloreggae.noblogs.org

Per info: nuntetemo@inventati.org

 

 

 

24.06.07

pride 2007

Inviato in Generale | 17:13

Al rigurgito reazionario del family day lo Spettacolo politico ha tentato di difendere i suoi cittadini pacsabili definendoli come eccezioni rispetto ad un ordine del mondo naturale e preconfezionato. Laddove l’etimologia del termine eccezione rivela infatti il significato di “preso fuori”,…particolarissima forma di inclusione inventata dalla politica occidentale: una vita inclusa nel diritto solo nella misura della sua esclusione.

 

La regola infatti è costituita dalla famiglia presentata come cellula base del tessuto società, il primo focolaio di soggettivazione e il primo luogo di apprendimento delle regole sociali.

Le donne sono rimaste impantanate in una corporeità indicibile, lacerate fra l’immagine di sottomissione che la vecchia società ha proiettato su di loro e il nuovo obbligo ad essere le rotelle post-umane della macchina desiderante capitalistica.…..perché l’economia è governata dalla legge del desiderio, e tutto ciò che è oggetto di desiderio, anche se si tratta di un soggetto, vi rientra a pieno titolo. Siamo, insomma, desiderabili tanto quanto siamo solvibili; abbiamo un capitalefascino, un capitale-bellezza che bisogna saper amministrare, e questo è ormai valido allo stesso modo sia per gli uomini che per le donne. L’economia libidinale  è la prima cosa da interrogare, poiché in essa risiede il cuore tenero e innocente di ogni regime di biopotere: il bambino è diventato un feto, la donna incinta un sistema uterino di rifornimento, il bébé che deve nascere una vita e la “vita” un valore cattolico-laico, quindi onnicomprensivo; il tutto senza mai concedere nulla alla vita scelta e alle scelte di vita dopo la riproduzione meccanica. La stessa idea di soggettivazione  pretende di adattare il destino biologico ai tempi della società mercantile.L’istituzione famiglia è il primo luogo in cui si impara ad obbedire all’autorità,ad un’autorità che non viene messa in discussione in quanto naturale. Al suo interno i rapporti di dipendenza sono legittimi perché naturali, a nessuno è concesso dubitare che siano semplicemente normalizzati,con la doppia accezione di norma e normalità.

La famiglia si propone come il modo piu’ semplice di rispondere all’esigenza dell’essere umano di vivere con altri esseri umani, ma la sua perpetuazione avviene attraverso l’imposizione di meccanismi regolati dall’alternarsi di obblighi morali,coercizione,responsabilità e sensi di colpa all’interno del gioco perpetuo dei ruoli.

La violenza tra le mura domestiche, prima causa di morte per le donne nel mondo, non viene mai analizzata come fenomeno causale, ci si limita all’assistenza delle vittime (quando possibile) lasciando evincere che ci sono sempre vite sacrificabili sull’altare dell’idea di ordine sociale.

La separazione e l’alienazione degli individui dalla società , avviene peraltro attraverso la famiglia, che diventa un punto di riferimento all’interno di una metropoli respingente, un luogo protettivo rispetto ad un esterno inquietante, dove sono promossi i valori della sicurezza e l’ossessione sicuritaria della conservazione. La famiglia,falsamente rappresentata come motore immobile della società,rimane così  lo strumento più comodo da gestire, attraverso bisogni indotti e moralità fittizia, con il solo scopo di mantenere una società in cui si riproducano dinamiche di prevaricazione  tanto più difficili da mettere in discussione  quanto più confuse con l’affettività. S-fasci-ala!